“No allo smembramento del Monte” è la parola d’ordine che accompagna il viaggio delle istituzioni locali a Roma
Il sindaco Nicoletta Fabio e la presidente della Provincia Agnese Carletti hanno fatto sapere che parleranno oggi, dopo l’incontro al Mef con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulle vicende di Mps in programma alle 15. Il quarto protagonista del vertice romano, il presidente della Regione Eugenio Giani (nella foto), ha invece anticipato ieri la posizione che porterà al tavolo, ribadendo l’obiettivo di non arrivare alla frammentazione e quindi di fatto all’archiviazione dell’esperienza storica di Banca Mps. “La mossa di Lovaglio – ha detto Giani, riferendosi alla proposta dell’ad di doppia Ops approvata dal cda di Rocca Salimbeni – è la mossa di una persona che sta dimostrando grande attenzione all’integrità del Monte dei Paschi”. La Nazione fa il punto della situazione.
La replica all’Offerta di acquista di Intesa Sanpaolo è una doppia operazione da parte di Mps, rivolta a Banco Bpm (che oggi riunisce il cda) e Generali, che dovrebbe riunire il proprio vertice entro la settimana. “Sarà un incontro molto importante – ha detto ancora Giani a proposito del vertice di oggi –. Giorgetti potrà ricevere una posizione ferma e forte da parte del contesto territoriale toscano. Insisteremo perché lo Stato, ferme restando le prerogative del mercato, si renda conto che non è possibile segmentare quella che è una realtà storica, che dal 1472 rappresenta una realtà bancaria di rilievo internazionale”.
Un argomento che peraltro ha acceso anche il dibattito politico, in particolare dopo l’uscita della premier Giorgia Meloni che in un’intervista a Milano Finanza alla vigilia di Ferragosto si è esplicitamente espressa contro lo “smembramento” di Banca Mps. “Noi – ha detto ancora Giani – vogliamo che il Monte dei Paschi rimanga soggetto unico con la sua storia e la sua sede a Siena”.
Sul tavolo c’è anche il destino del 4,8 per cento del capitale di Banca Mps ancora in mano al ministero dell’Economia, che non partecipò all’assemblea del 15 aprile, ma che ora è al centro di numerose sollecitazioni. “È molto importante anche come viene orientato quel quasi 5 per cento che lo Stato – ha detto Giani – ha ancora nella compagine azionaria. Chiederemo con forza che rimanga allo Stato perché è in grado poi, nei processi che avverranno, di orientare verso i nostri obiettivi che sono i lavoratori del Monte dei Paschi e contemporaneamente la presenza e la forza” dell’istituto “nella nostra regione” mantenendo “integro il tutto”.
L’altro nodo che è emerso, in forme diverse, è la possibilità che lo Stato faccia ricorso al golden power per bloccare l’operazione di Intesa Sanpaolo: di possibile utilizzo di “poteri speciali” da parte dello Stato (appunto il meccanismo che consente l’intervento in operazioni societarie considerate di rilevanza strategica) si è parlato anche nei documenti approvati in sede istituzionale.
Sia al Comune di Siena, in Provincia e in Regione, si è arrivati all’adozione di atti unitari, trovando una sintesi tra maggioranza e opposizione. Poi tra centrodestra e centrosinistra è partito un confronto acceso, in particolare tra Fratelli d’Italia e Pd, alimentato anche dalle dichiarazioni degli esponenti nazionali: mentre il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli si schierava apertamente a difesa della tenuta di Mps, la segretaria Pd Elly Schlein invitava a lasciar “decidere il mercato”.
Da qui il botta e risposta che, immancabilmente, proseguirà perché comunque vada a finire il destino di Banca Mps sarà cruciale per l’economia del territorio. Oggi l’attesa per il vertice romano e, in parallelo, per le dichiarazioni che potranno uscire dal cda di Banco Bpm, in attesa di quello di Generali.


