Siccità e pioggia, il clima estremo presenta il conto da 240 milioni all’agricoltura toscana
Il clima estremo presenta il conto all’agricoltura toscana e ne parla La Nazione. Dopo settimane di caldo continuativo, tra il 20 e il 21 agosto la regione è stata investita da temporali violenti e raffiche di vento. Nell’Empolese, a Vinci, il passaggio della perturbazione ha danneggiato gli olivi. Il dato più impressionante arriva da Bagnone, in provincia di Massa-Carrara, dove sono caduti 260 millimetri di pioggia in meno di tre ore: un ritmo definito «senza precedenti».
Dal caldo alla pioggia torrenziale, per le imprese agricole cambia il fenomeno, ma non il risultato e cioè produzioni compromesse, costi più alti e margini sempre più ridotti. Non esiste ancora una quantificazione ufficiale dei danni regionali, ma una proiezione consente di misurarne almeno l’ordine di grandezza. La Cia stima in oltre 1,5 miliardi di euro l’impatto dell’afa sul settore primario italiano. Attribuendo alla Toscana una quota dell’8%, in linea con il peso che la regione ha solitamente sul dato nazionale, le perdite – solo per le ondate di calore – potrebbero aggirarsi intorno ai 120 milioni. La cifra salirebbe teoricamente a 240 milioni applicando la stessa percentuale ai tre miliardi di danni che Coldiretti riconduce agli eventi climatici estremi. Coldiretti Toscana valuta nel 20% la quota delle produzioni orticole e frutticole danneggiate o bruciate, mentre negli allevamenti la produzione di latte è diminuita tra il 20 e il 30%. Ventilatori, abbeveratoi e impianti per nebulizzare l’acqua hanno lavorato senza sosta, facendo crescere del 30% i costi energetici e di produzione.


