Il marchio storico non si tocca ma chissà se il Monte dei Paschi riesce a convincere il ministro Giorgetti
Alla luce della passivity rule imposta dall’opas di Intesa Sanpaolo su Banca Mps è fissata per il prossimo 29 ottobre l’assemblea degli azionisti di Monte dei Paschi di Siena destinata a dare il via libera alle due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, interamente in azioni, che il Monte lancerà sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm e Banca Generali, si legge nella nota in cui si spiega che la banca senese stima una chiusura delle due operazioni entro metà febbraio 2027. Il successo della doppia operazione è naturalmente condizionato “all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari” oltre che “al raggiungimento di un livello minimo di adesioni” pari al 50% del capitale più un’azione.
Quello definito da Banca Mps è un progetto che ha “obiettivi coerenti con le priorità strategiche già delineate da Banco Bpm e rafforzati dall’iniziativa parallela su Banca Generali”, dicono da Rocca Salimbeni. Il progetto – si sottolinea – rappresenta “una opzione attrattiva per gli azionisti Mps, che preserva l’integrità del valore di Mps e del suo marchio storico” e “prosegue il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni”. Si tratta inoltre di “una concreta opportunità per gli azionisti di Banco Bpm e Banca Generali, supportata da una significatica crescita dell’Eps e da un elevato profilo di remunerazione”. Chissà se il piano approvato dal cda di Banca Monte dei Paschi di Siena riuscirà a convincere il ministro Giancarlo Giorgetti? Nel governo Meloni ci sono molte anime e il ministro ha un’anima non sempre collimante con le altre.





