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L’ex sindaco Cenni sul drappellone: “D’accordo con Nicoletta Fabio ma rilevo una contraddizione”

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Maurizio Cenni è stato sindaco di Siena per due mandati e ha quindi i titoli per intervenire nel dibattito sul drappellone di Teodora Axente. Lo fa con un articolo su Sienapost.it. Premesse sintetiche e consigli spassionati. Sulla committenza diretta e sulla possibilità/facoltà di indire un concorso per l’assegnazione della pittura del Palio leggetevi il Regolamento (del Palio per l’appunto) ed evitate di dire inesattezze. L’artista scelto può o non può presentare un bozzetto, non è obbligato. I bozzetti sono invece ovviamente indispensabili per un concorso. Chiedere che venga istituita una commissione (permanente quindi) che qualcuno ipotizza addirittura debba poter scegliere fra tre bozzetti chiesti ad artisti di fama internazionale e locale equivale a cancellare il diritto che difenderò sempre a prescindere dal colore politico della Amministrazione Comunale di esercitare la committenza diretta anche quando il risultato può risultare divisivo. Con tali commissioni, che mi assomigliano troppo a chi voleva coprire le statue greche con veli, nei nostri musei non ci sarebbero opere di artisti che invece rappresentano sia un patrimonio artistico che la dimostrazione plastica di come la Festa sia stata capace di mantenersi con radici nel passato ed un occhio nel futuro. Mi piacerebbe ipotizzare fra l’altro quanti artisti internazionali accetterebbero di confrontarsi con colleghi con altri stili e altre caratteristiche, nel dipingere un’opera che oltre ad un formato inusuale contiene elementi fissi a volte con qualche dedica che limita ancora di più la possibilità espressiva. Concorso ne sono stati fatti e se ne faranno, suppongo, ma sono altra cosa e come fece il sottoscritto, anche l’attuale sindaco ha inserito ancorché non obbligatorio, un membro della comunità religiosa. Io avevo in Commissione Roberto Romaldo indicato dall’Arcivescovo, che oltre ad essere un amico che ricordo con nostalgia e con affetto aveva la misura e intelligenza di valutare i bozzetti tenendo ben presente il suo delicatissimo ruolo.

Chi pensa di fare battaglia politica usando il Palio come strumento non solo non ha capito niente, ma fa un torto a quelle Contrade che retoricamente ed ipocritamente richiama come depositarie di valori, dato che l’unico regno della trasversalità (assoluta e trasparente) politica, generazione e culturale è proprio la Contrada, dove lo stare assieme non è finalizzato al guadagno o al potere ma alla condivisione di una gioia, al raggiungimento di un obiettivo che seppur materiale ha un valore effettivo immateriale e, paradossalmente, quando raggiunto non comporta guadagno…anzi.

Ho visto inoltre gente che non ha niente a che vedere con la nostra città, con la nostra cultura e le nostre tradizioni esprimere giudizi, ai quali, lo ammetto, mi verrebbero risposte poco garbate che mi tengo per me, ma che potete certamente intuire.

Quindi difendo Nicoletta Fabio per le sue scelte, la difendo quando viene appellata con epiteti offensivi, difendo il suo diritto come Sindaco pro tempore di esercitare la committenza prevista dal Regolamento e concordo con tutta la prima parte della sua conferenza stampa, anche quando tocca corde emotive della sfera personale. Non mi piace quando si butta a dire (sintetizzo e semplifico)… e allora cosa si doveva dire della Madonna con il passeggino e altre opere non proprio aderenti alla iconografia tradizionale, perché entra in contraddizione sulla sua linea difensiva/esplicativa, dovrebbe infatti citare quegli esempi proprio come elementi che confermano quanto affermato in precedenza. Senza contare che all’epoca anche quei dipinti suscitarono discussioni e polemiche. Sono solidale, senza alcun tentennamento, nei suoi confronti quando viene insultata sui social e quando altri poteri, qualsiasi essi siano, cercano di fare indebite invasioni di campo. Ognuno faccia il suo in buona sostanza, che è sempre una ricetta aurea perché le cose funzionino, ognuno eserciti la sua autonomia e la difenda sempre a prescindere dal colore politico, dalla fede religiosa, dalla sede da cui proviene l’ingerenza sia essa Firenze o Roma,  e da quanti hanno visto la Vergine dal vivo o conservano una Sua fotografia per confrontarla con i vari palii che anno dopo anno vengono dipinti.

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