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La pioggia sul Palio, a Casteldelpiano hanno trovato la soluzione ma l’esperienza non è sovrapponibile a Siena

Una terra nuova, scelta per garantire maggiore sicurezza a cavalli e fantini, che negli ultimi due anni ha dato risposte positive anche quando la pioggia ha fatto capolino sul tracciato. L’esperienza di Castel del Piano può offrire uno spunto di riflessione anche per Siena, soprattutto sul tema della tenuta della pista in presenza di precipitazioni non particolarmente intense. Ma con una premessa precisa: le due realtà non sono sovrapponibili e il modello di Castel del Piano non può essere semplicemente trasferito in Piazza del Campo. Lo scrive La Nazione, dopo i due rinvii del Palio di Siena e la proposta del professor Emanuele Montomoli di pensare alla copertura della pista di Piazza del Campo con i teloni. Per spiegare la sua idea al post su Facebook ha allegato una foto costruita con l’intelligenza artificiale.

A raccontare il percorso intrapreso dal Comune amiatino è la sindaca amiatina Cinzia Pieraccini. La scelta è nata innanzitutto dalle esigenze specifiche del Palio di Castel del Piano che si corre l’8 di settembre e dalla volontà di intervenire sulle criticità del proprio tracciato, mettendo al primo posto la sicurezza. Nel 2024 il Comune ha acquistato una nuova terra per la pista del palio di Piazza Garibaldi. Il nuovo fondo, utilizzato nelle ultime due edizioni, ha prodotto risultati considerati positivi dall’amministrazione e ha mostrato una buona capacità di tenuta anche in condizioni di pioggia di media intensità. 

“All’inizio ero un po’ scettica – racconta Pieraccini – ma abbiamo visto che la terra ha risposto bene. Ha tenuto anche nelle due curve che caratterizzano la nostra pista, dove ci sono importanti dislivelli”. Una verifica sul campo che ha rafforzato la convinzione dell’amministrazione sulla bontà della scelta. L’intervento sul fondo si è aggiunto al completamento dei materassi di protezione, un ulteriore accorgimento destinato a tutelare l’incolumità dei fantini e degli animali. 

“Una serie di azioni nate – sottolinea la sindaca – non per inseguire un modello esterno, ma per rispondere alle caratteristiche e alle necessità del Palio di Castel del Piano”. Ed è proprio su questo punto che Pieraccini invita a non creare paragoni semplicistici con Siena. “Non si può paragonare -ribadisce – la realtà di Castel del Piano con quella di Siena”. Le condizioni delle due piazze, la conformazione dei tracciati e soprattutto il modo in cui gli spazi vengono utilizzati sono profondamente differenti. 

Un esempio riguarda proprio la pista. A Castel del Piano il tracciato può essere naturalmente calpestato, ma non è occupato dai tavolini e dagli spazi all’aperto dei locali. “Da noi – spiega – non ci sono tavolini sulla pista”. Una differenza tutt’altro che secondaria quando si parla di gestione del fondo e delle sue condizioni. Per questo l’esperienza amiatina va letta soprattutto come un caso concreto da osservare, non come una ricetta da applicare a Siena. Castel del Piano ha cercato una risposta alle proprie esigenze, partendo dalle criticità del suo Palio e mettendo in campo interventi mirati.

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