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Toscana

Siena può dividersi per una corsa ma sa ritrovarsi come una sola città quando c’è da riconoscere la propria storia

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Nicoletta Fabio*

Il Mangia è, prima di tutto, un momento nel quale Siena riconosce se stessa. Un’occasione per ritrovarsi attorno a ciò che la rende unica: la sua storia, le sue tradizioni, i suoi valori e, soprattutto, le persone che nel tempo hanno contribuito a costruirla. Siena sa dividersi, con passione e orgoglio, per la corsa del 2 luglio e del 16 agosto. È nella nostra identità contradaiola vivere la competizione, difendere i propri colori, custodire la propria appartenenza. Ma Siena sa anche unirsi: nella cultura, nella memoria, nella difesa delle tradizioni e nella consapevolezza di appartenere a una storia secolare che abbiamo il dovere di preservare e trasmettere. È con questo spirito che oggi ci ritroviamo, non soltanto per guardare a ciò che siamo stati, ma anche a ciò che vogliamo essere. Il Premio Mangia e le Medaglie di Civica Riconoscenza vanno oltre il merito individuale. Attraverso le persone che celebriamo, Siena riconosce il valore del lavoro, dell’impegno, della creatività, della professionalità e della capacità di rappresentare la città anche oltre i suoi confini. Quest’anno il Premio Mangia viene assegnato a Luigi Lovaglio, mentre le Medaglie di Civica Riconoscenza vanno a Michele Fiorini, Pier Guido Landi e Fabio Pianigiani. A tutti loro rivolgo, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera città, un sincero ringraziamento. I loro percorsi sono diversi, così come gli ambiti nei quali hanno espresso talento e impegno.

Ma c’è un elemento che li accomuna: aver saputo lasciare un segno, contribuendo, ciascuno nel proprio campo, alla crescita e alla rappresentazione di Siena. È forse questo il significato più autentico del Premio Mangia: ricordarci che una città vive anche attraverso le persone che scelgono di mettere capacità, passione e responsabilità al servizio di qualcosa che va oltre il singolo. La cultura di Siena non è soltanto quella custodita nei musei, nei palazzi, nelle opere d’arte e nei monumenti. È una cultura viva: nelle Contrade, nelle relazioni tra le persone, nel volontariato, nelle professioni, nella capacità di tramandare gesti, saperi e tradizioni. Oggi, dunque, non celebriamo soltanto quattro persone. Celebriamo un’idea di Siena: una città che non dimentica la propria storia, ma sa guardare al futuro, affrontando anche le difficoltà con la forza delle proprie radici e con la capacità di ritrovarsi nei momenti decisivi. Custodire la propria identità, infatti, non significa chiudersi, ma avere radici abbastanza forti per continuare a confrontarsi con il mondo. È questa la nostra responsabilità: conservare ciò che abbiamo ricevuto e consegnarlo alle generazioni future arricchito dal nostro contributo. Ai premiati di questa edizione va la gratitudine di tutta Siena. Grazie per ciò che avete fatto, per ciò che rappresentate e per il contributo che avete dato alla nostra città. E grazie al Premio Mangia, che ancora una volta ci offre l’occasione di ritrovarci insieme per celebrare ciò che ci accomuna. Perché Siena può anche dividersi per una corsa. Ma quando si tratta di riconoscere la propria storia, la propria cultura e le persone che hanno contribuito a costruirla, sa ancora ritrovarsi come una sola città. E forse è proprio questa, più di ogni altra, la nostra più autentica eccellenza.

*Nicoletta Fabio è sindaco di Siena

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