Il bavaglio all’arte, la soluzione è la riproduzione di un santino sulla seta del drappellone e usare sempre la solita
Si è dovuto assistere anche alla protesta davanti al duomo di Siena da parte di un gruppo di cattolici che hanno contestato il drappellone di Teodora Axente. Durante la processione dei Ceri e dei Censi è stato esposto un drappo con un messaggio sull’iconografia cristiana.
“La libertà artistica nel rispetto dell’iconografia cristiana nel Drappellone del Palio di Siena è questa!” è scritto nella parte superiore.
Nella parte inferiore è riportata l’invocazione mariana “Maria, Mater gratiae, Mater misericordiae, tu nos ab hoste protege et mortis hora suscipe”: Maria, Madre di grazia e Madre di misericordia, alla quale viene chiesta protezione e accoglienza nell’ora della morte”. Dal 10 agosto, giorno di presentazione del drappellone, si sono registrati commenti di vario tipo e alcuni hanno sostenuto la necessità di affidare solo ad artisti senesi la pittura del drappellone, ma forse non ci si ricorda di alcune opere fatte da indigeni dove la Madonna, quella di Provenzano o l’Assunta, non erano rispettose, come dicono le protestatarie del duomo e il cardinale Lojudice e don Grassini, dell’iconografia cristiana. Se si vuole mettere un bavaglio all’arte, si dica. Si scelga il santino (hanno forma rettangolare e verticale) e si riproduca nella seta. Si fa prima e si spende meno.


