Sbagliato smembrare il Monte dei Paschi, controffensiva di Lovaglio che presenta una semestrale eccellente
La Banca Monte dei Paschi chiude il primo semestre dell’anno con risultati sopra le attese del mercato, registrando un utile in crescita oltre 1,1 miliardi e ricavi a 4,02 miliardi, esclude che ci sia ad oggi un progetto su Banco Bpm dopo lo stop alle trattative per una fusione tra pari, ma non svela ancora le carte sulle opzioni strategiche allo studio per difendersi dall’Opas di Intesa Sanpaolo e preservare l’integrità del Monte.
Nonostante la strada per l’istituto guidato da Carlo Messina sembra spianata, la partita non sembra però chiusa per l’ad del Monte, Luigi Lovaglio, visto che, oltre a Ubs e Bofa, ha ingaggiato un altro advisor finanziario, l’americana KBW. E sul futuro della banca, nel corso della conference call con gli analisti, cita più volte l’Odissea, nelle sale in questi giorni con la pellicola di Christopher Nolan: “alcune rotte si chiudono e altre si aprono, dal nostro porto sicuro continueremo il nostro viaggio, pienamente convinti dell’importanza di esplorare ogni opzione in grado di creare valore a lungo termine per i nostri stakeholder”. Tra le possibili leve quella di un dividendo straordinario. Dal punto di vista procedurale, qualora il cda decidesse in tal senso, “abbiamo tutto il tempo, ci vogliono 30 giorni per convocare l’assemblea”, ha spiegato Lovaglio. Anche sulla partecipazione in Generali “ogni decisione futura verrà valutata nell’interesse degli azionisti di Mps”. La quota nel Leone è “nice to have”, ha ribadito (“ma sembra che venga considerata una cosa molto importante da avere anche da parte di altri”).
Le opzioni strategiche saranno valutate da “una posizione di forza”, ha spiegato Lovaglio, “grazie alla solida posizione patrimoniale” (Cet1 al 16,3%, con un ampio cuscinetto di capitale pari a 680 punti base) e “preservando l’integrità della rete”. L’obiettivo, ha sottolineato più volte, è conservare l’integrità della banca. Un riferimento alla spartizione delle filiali tra Intesa e Unipol/Bper se andrà in porto l’offerta. “Sono fermamente convinto che frammentare una rete non crea più valore”, ha detto. “Mps è oggi un asset strategico per l’economia italiana, ha un valore sistemico, ma questo valore dipende dalla integrità della banca stessa”. E porta come esempio la funzionalità di una centrale elettrica: “se la si divide a metà, ciascuna parte può anche rimanere in piedi, ma si rischia di perdere potenza, si riduce la capacità di erogare energia dove serve. Per il settore bancario vale lo stesso principio. Mps non è una semplice somma di filiali, è una rete di relazione, competenza e fiducia. Le filiali non sono edifici, sono antenne che ogni giorno captano i segnali dell’economia reale. Se il sistema perde potenza, le imprese ricevono meno energia, ovvero meno credito”. “La concorrenza – ha detto Lovaglio – sopravvive grazie alla presenza di una pluralità di attori e un campione nazionale dovrebbe rafforzare il tessuto competitivo del paese, non ridurlo, altrimenti la corona potrà anche diventare più grande, ma il regno diventerà più piccolo”. Su Banco Bpm, preso atto dell’addio al progetto di aggregazione tra pari (“rispettiamo la loro decisione e andiamo avanti”), l’ad di Mps ha smentito le indiscrezioni di stampa di una possibile offerta di Siena direttamente sull’istituto guidato da Giuseppe Castagna: “Oggi non stiamo parlando di nessuna operazione con Banco Bpm”, ha risposto. E anche qui torna con la metafora dell’Odissea: “alcune rotte si chiudono e altre si aprono, ed essendo un navigatore esperto so che possono cambiare i venti. A volte i venti ti spingono verso la tua destinazione, a volte ti riportano al porto da cui si è partiti. La nostra responsabilità non è tanto prevedere i venti, perché è impossibile, ma essere pronti a sfruttare i venti migliori a vantaggio dei nostri azionisti”. In che direzione magari lo si saprà dopo agosto. “Sto pensando se dovervi dire che ci rivederemo a novembre (con l’approvazione dei risultati trimestrali, ndr) o se probabilmente ci vedremo prima, vedremo”, ha detto sibillino Lovaglio chiudendo la call.





