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Le stragi dell’estate del 1944

Roberto Pizzi.

Il ventennio della dittatura, che portò il paese  alla catastrofe vide, nella sua fase finale, l’occupazione nazista di buona  parte dell’Italia. Oltre alla vergognosa persecuzione degli ebrei iniziata nel novembre del 1943, diventata caccia all’uomo per l’annientamento di una  presunta razza inferiore, nell’estate del 1944 si aggiunsero a queste nefandezze le stragi della popolazione civile che non risparmiarono la Lucchesia e le zone limitrofe.

E fu un lungo rivolo di sangue  che corse  fra i fiumi  Serchio e Magra. Agghiacciante è il computo degli eccidi compiuti nella piana lucchese, nella Versilia, e nella Toscana del Nord, durante quella terribile estate.

Si ricorda la strage di Pioppetti, avvenuta dopo che nella notte del 26 luglio 1944 alcuni colpi di arma da fuoco erano stati  esplosi nei dintorni di villa Giorgi, tra Sant’Alessio e Monte San Quirico,alla periferia di Lucca. Sembra che alcuni soldati tedeschi presenti sul posto, ubriachi e gelosi di alcune donne, al termine di una lite  avrebbero sparato con le loro armi, senza colpire nessuno. Il comando tedesco attribuì la responsabilità degli spari a fantomatici partigiani e ordinò un rastrellamento di civili della zona.  Ne venivano catturati dieci. Tre di questi venivano rilasciati, gli altri sette, erano caricati su di un camion e condotti a Nocchi, presso il comando tedesco. Il giorno successivo  i tedeschi tornavano a Sant’Alessio e per rappresaglia facevano saltare in aria un gruppo di case e di capanne, incendiando  stalle e covoni di grano. I sette rastrellati, nel pomeriggio venivano condotti a piedi da Nocchi a Pioppetti, una località tra Valpromaro e Montemagno sulla via del torrente Freddana. Veniva dato loro un badile per scavarsi la fossa, e fucilati.

Nel mese di agosto del 1944 avvenivano poi, le stragi di Sassaia di Massarosa (38 vittime), di Nozzano, Balbano e sul Monte di Quiesa (43 vittime).

Il 12 di agosto veniva compiuta la strage immane di Sant’Anna di Stazzema (560 vittime), una delle più efferate fra le violenze naziste, che la  magistratura militare italiana sancì essere stata non una semplice rappresaglia, ma un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione, soggiogandola grazie al terrore. Di quel drammatico episodio, nel 2008, fu girato il film  “ Miracolo a S. Anna”, diretto da Spike Lee. Sempre in quella fatale giornata avvennero altri eccidi nazisti a Mulina di Stazzema (12 morti), a Capezzano  e a Valdicastello(rispettivamente 6 e 14 uccisi). Due giorni dopo a Nodica di Vecchiano (Pisa) e a Migliarino morirono altri 26 civili. Altre stragi avvennero a Bardine di S. Terenzo,  Valla e Vinca (Fivizzano), con circa 380 persone uccise. Nella notte fra il 1 e il 2 settembre del 1944  i tedeschi irruppero nel convento de frati certosini di Farneta, deportando civili e religiosi,  molti dei quali, nei giorni seguenti, vennero barbaramente uccisi. Fra questi il prof. Guglielmo Lippi Francesconi, direttore dell’Ospedale psichiatrico di Maggiano, già sopravvissuto alla prigionia tedesca durante il Primo Conflitto mondiale,   ucciso dai nazisti con un colpo di pistola alla nuca la mattina del 10 settembre1944, lungo la riva di un torrente in località Forno, sulla strada che porta alle cave di Carrara. Il riconoscimento del suo corpo avvenne solo nel 1962, quando casualmente i parenti, nonostante lunghe e disperate ricerche, riuscirono a trovare il luogo della sepoltura del cadavere. ​​

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