Da Mattarella un richiamo trasversale al rispetto delle regole
Alessandro De Angelis su La Stampa interpreta il discorso pronunciato da Sergio Mattarella alla cerimonia del Ventaglio come un richiamo trasversale al rispetto delle regole e della convivenza democratica. Il presidente della Repubblica, osserva l’autore, ha criticato sia le spinte verso la “giustizia fai da te”, emerse nel dibattito sul caso Roggero, sia le ambiguità di chi non ha condannato con sufficiente fermezza le violenze in Val di Susa. Per De Angelis, il tema centrale dell’intervento è la sicurezza, intesa non come strumento di consenso politico ma come bene comune e condizione essenziale della democrazia. In questa prospettiva, sostenere che sia legittimo farsi giustizia da soli significa mettere in discussione il ruolo dello Stato e delle sue istituzioni. L’autore collega il richiamo di Mattarella a una tendenza più ampia della politica italiana: affrontare ogni emergenza con nuove norme e misure penali ad hoc. Dai rave all’immigrazione, da Caivano alle occupazioni, fino al fermo preventivo e alle proposte sul riconoscimento facciale, il risultato sarebbe spesso una legislazione costruita sull’emotività del momento e destinata a scontrarsi con principi giuridici e limiti normativi. Secondo De Angelis, il problema non è l’assenza di leggi, ma la capacità di applicarle efficacemente. A fare la differenza sono la qualità della politica, la capacità di governo e delle classi dirigenti, più che il continuo ricorso a nuove norme. Il messaggio di Mattarella viene così letto come un invito a privilegiare il governo dei problemi rispetto alla ricerca del consenso immediato.





