#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

L’attentato di Berlino fa risvegliare la città ancora una volta ferita a morte

Ariel Piccini Warschauer.

L’ombra del fanatismo religioso torna a insanguinare le piazze d’Europa e a fare sprofondare la Germania nell’incubo del terrore islamista. Quella che doveva essere una lunga giornata di festa, musica, colori e rivendicazione dei diritti per il Christopher Street Day di Berlino si è trasformata in manciata di secondi in un teatro di sangue, urla e panico incontrollato.

La dinamica dei fatti, drammaticamente simile a quella di altri tragici attentati che hanno segnato il recente passato del Continente, rivela una ferocia metodica e spietata. L’aggressore ha prima puntato un furgone a grande velocità contro la folla inerme che affollava le strade del centro, travolgendo chiunque si trovasse sul suo tragitto e trasformando il mezzo di trasporto in un’arma impropria. Poi, non appagato dalla scia di dolore e distruzione lasciata sull’asfalto, l’uomo è sceso dall’abitacolo brandendo un coltello e scagliandosi con furia cieca sui passanti sotto shock, cercando di colpire il maggior numero di persone prima di far perdere le proprie tracce nel caos generale.

Il bilancio provvisorio dell’attacco è pesantissimo. Una donna è morta sul colpo a causa del violentissimo impatto, mentre altre sedici persone sono rimaste ferite e trasportate d’urgenza nei diversi presidi ospedalieri della capitale tedesca. Tra queste, i medici confermano che diversi feriti versano attualmente in condizioni critiche e lottano tra la vita e la morte nelle sale di rianimazione, rendendo il quadro ancora più drammatico.

Nel frattempo, la capitale è stata letteralmente blindata. Le forze di polizia, affiancate dai reparti speciali e dagli elicotteri che sorvolano la città, hanno lanciato una imponente caccia all’uomo e stanno setacciando ogni angolo di Berlino. Nel mirino degli inquirenti c’è Abdul B., un ventunenne già finito in passato sotto la lente degli apparati di sicurezza per la sua accertata contiguità a contesti dell’estremismo e della radicalizzazione islamista. Un profilo giovanissimo, eppure già completamente imbevuto di quell’ideologia d’odio che individua nella libertà individuale, nella tolleranza e nei valori costitutivi dell’Occidente il nemico assoluto da abbattere con ogni mezzo.

Immediata e durissima la reazione del mondo politico. Friedrich Merz ha condannato con parole ferme e senza appello l’accaduto, sottolineando come la matrice dell’aggressione sia politica e culturale: «Non ci troviamo di fronte soltanto a un brutale atto criminale, ma a un attacco diretto alla nostra società libera, ai nostri valori democratici e al nostro modo di vivere».

Berlino si risveglia così ancora una volta ferita a morte, costretta a fare i conti con la fragilità della propria sicurezza urbana di fronte alla minaccia del terrorismo e della radicalizzazione strisciante.

L’attentato di Berlino fa risvegliare la città ancora una volta ferita a morte

Il lago sul Merse, mettiamo da parte

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti