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La svolta di Napoli, l’America’s Cup trasforma il Golfo

Ariel Piccini Warschauer.

Immaginate la velocità pura dei bolidi volanti che sfrecciano a cinquanta nodi su un mare azzurro color cobalto, con il profilo del Vesuvio e di Capri a fare da quinte teatrali a uno degli spettacoli tecnologici più incredibili del pianeta. Non è più un sogno per addetti ai lavori, ma la cronaca di una rivoluzione annunciata. Napoli ha aperto ufficialmente i suoi cancelli all’America’s Cup, pronta a diventare la capitale mondiale della vela. L’assegnazione della 38ª edizione della Louis Vuitton Cup e del Match finale nell’estate del 2027 rappresenta una prima volta storica per l’Italia: mai nei suoi 176 anni di vita la “Vecchia Brocca” aveva piantato le tende nel nostro Paese. Una sfida epocale per la città, chiamata a coniugare l’anima antica del suo Golfo con l’ingegneria aerospaziale delle barche del futuro.

La macchina organizzativa partenopea lavora in questi giorni a pieno ritmo per farsi trovare pronta. Il fulcro dell’evento sarà l’area di Bagnoli e il litorale flegreo, destinati a trasformarsi nel cuore pulsante della manifestazione con la realizzazione dei villaggi dei team, delle basi nautiche per i mostri volanti AC75 e delle aree hospitality. Parallelamente, l’antico edificio dell’Immacolatella all’interno del porto è diventato la sede operativa di Sport e Salute S.p.A., mentre lungo tutto il waterfront cittadino — da Via Caracciolo a Castel dell’Ovo — verranno allestite Fan Zone ad accesso gratuito per permettere a tifosi e turisti di vivere le regate da vicinissimo.

Il percorso verso la grande sfida del 2027 vivrà un momento cruciale già nel settembre prossimo. Dopo il trionfo azzurro nella prima regata preliminare di maggio a Cagliari, dal 24 al 27 settembre 2026 Napoli ospiterà la seconda tappa delle Preliminary Regattas: il primo vero test match in cui le barche assaggeranno le acque e i venti del Golfo. Sarà il prologo perfetto prima di entrare nel vivo nel 2027, quando a partire dal 22maggio prenderà il via la Louis Vuitton Cup per selezionare lo sfidante che andrà ad affrontare i campioni in carica di Emirates Team New Zealand nel Match Finale di luglio.

Ospitare Sua Maestà l’America’s Cup richiede sforzi titanici, ma i numeri dell’impatto economico previsto ripagano ampiamente il coraggio dell’operazione. Il Comune di Napoli ha già stanziato circa 880.000 euro per le prime fasi logistiche e la gestione della viabilità cittadina. L’impegno complessivo tra fondi pubblici e investimenti privati toccherà invece quota 165 milioni di euro, destinati alla riqualificazione dei moli, al dragaggio dei fondali e alle strutture ricettive. In cambio, le stime degli analisti di Unimpresa e Sport e Salute parlano di un ritorno sul territorio che potrebbe superare il miliardo di euro, grazie a 370 milioni di spesa turistica diretta, 70 milioni legati all’organizzazione dell’evento e oltre 21 milioni di spesa dei team durante la loro permanenza in città.

A guidare la manifestazione a livello globale sarà ancora una volta il marchio Louis Vuitton come Title Sponsor, affiancato dalle istituzioni nazionali e locali. Sei i consorzi pronti a darsi battaglia: oltre al Defender neozelandese sostenuto da Emirates, ci saranno i britannici di GB1 INEOS Britannia guidati da Sir Ben Ainslie, il ritorno degli svizzeri di Alinghi Red Bull Racing, i francesi di Orient Express e gli statunitensi di ARC Team.

L’Italia si presenta ai nastri di partenza con il consorzio Luna Rossa Prada Pirelli. Al comando della spedizione resta saldo il Team Director e Skipper Max Sirena, affiancato da pilastri come Gilberto Nobili, Michele Cannoni e Shannon Falcone. In acqua, la squadra schiera un mix esplosivo di talento purissimo: ai timoni figurano il campione olimpico Ruggero Tita, l’astro nascente Marco Gradoni, l’esperto Gianluigi Ugolini e un innesto d’eccezione come il tre volte vincitore della Coppa Peter Burling, con la guida tecnica dell’iconico Francesco “Checco” Bruni.

Sui pedali degli AC75, chiamati a generare la potenza idraulica necessaria per far volare lo scafo sui foil, lavorerà un gruppo di cyclor d’acciaio proveniente dal canottaggio e dal ciclismo, tra cui spiccano Romano Battisti, Emanuele Liuzzi, Bruno Rosetti e l’ex professionista del pedale Paolo Simion. A spingere Luna Rossa sarà poi un’armata invisibile di oltre settanta specialisti tra ingegneri del Design Team e tecnici dello Shore Team. Napoli e l’Italia della vela sono pronte finalmente a scrivere la storia.

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