E’ partita fiancata, la mossa è valida. All’università di Siena è partito il palio del rettore
Stefano Bisi.
Il 2028 sarà anno di elezioni per Siena. Si voterà per eleggere il sindaco nella primavera e a ottobre per il rettore dell’università e si potrebbe verificare il caso di un ex Magnifico candidato sindaco. Tra i nomi che circolano per il centrosinistra, infatti, ci sono quelli di Francesco Frati e Angelo Riccaboni. Ma anche se non dovessero scendere in campo per candidarsi a sindaco, per loro ci sarà l’impegno elettorale universitario, perché vorranno mettere bocca sulla scelta del successore dell’economista Roberto Di Pietra.
E alcuni nomi già circolano. Il primo è quello di Donata Medaglini, prorettrice, microbiologa e coordinatrice scientifica dell’European Vaccines Hub for Pandemic Readiness. Se eletta sarebbe la prima donna a guidare l’università di Siena, tentativo fallito per 7 voti nel 2022 da Sonia Carmignani, docente di diritto agrario, che potrebbe ripresentarsi. Nei corridoi di Medicina circola il nome dello psichiatra Andrea Fagiolini, direttore del dipartimento di salute mentale.
Il settore medico vorrebbe un rettore di sua espressione come successo con Mauro Barni, Adalberto Grossi e Piero Tosi, per citare i Magnifici dagli anni Settanta a oggi ma non sarà obiettivo facile da raggiungere. Medicina dovrebbe allearsi con Giurisprudenza ed Economia e il docente che può unire i vari settori potrebbe essere Antonio Barretta, l’attuale direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria senese. Ordinario di economia aziendale, esperto dei problemi della sanità per il ruolo che ricopre e di conti aziendali che non fanno dormire sonni tranquilli a chi guida l’università.
La corsa al 2028 è iniziata. “E’ partita fiancata, la mossa è valida” dice Franco Masoni, ma il mossiere al palio dei rettori chi è?





