La sindaca di Firenze si è incartata sugli affitti brevi, c’è cascata una società partecipata dal Comune
La sindaca di Firenze Sara Funaro (si è incartata) con le sue mani. Ha deciso una stretta sui B&B, ma il problema le viene da una partecipata del Comune, l’Asp Montedomini. Il caso lo racconta La Nazione e non riguarda solo i due appartamenti di via Guelfa 81 dell’Asp Montedomini concessi in locazione a soggetti privati e poi destinati agli affitti turistici ma si estende anche all’edificio adiacente, al civico 83 con altri nove appartamenti. Anche per questi immobili, nel 2023, l’azienda di servizi alla persona pubblicò un bando per concedere in locazione l’intero complesso per 18 anni. Ad aggiudicarselo era stata Limehome, società internazionale specializzata negli appartamenti turistici, con una base d’asta di 9.300 euro mensili (come documentato dal comitato Salviamo Firenze). La documentazione, composta dal bando e dal successivo contratto di locazione, mostra però un elemento che rende la vicenda ancora più opaca. Se nel bando vengono fissati limiti stringenti sull’utilizzo dell’immobile che non può essere subaffittato, nel contratto firmato pochi mesi dopo tra la società e l’ente pubblico compare una clausola – all’articolo 11 – che autorizza espressamente, “in deroga”, la destinazione turistico-ricettiva.
L’avviso pubblico con scadenza maggio 2023 – per la precisione pochi giorni prima che l’ex sindaco Dario Nardella annunciasse una stretta proprio sui B&B in area Unesco – descrive l’immobile, composto da nove appartamenti, e stabilisce le condizioni economiche della concessione (18 anni). Tra le prescrizioni “è vietato ogni mutamento della destinazione d’uso, di sublocare e di cedere a qualsiasi titolo il contratto”. Lo stesso documento precisa inoltre che il conduttore dovrà farsi carico di una consistente serie di lavori di riqualificazione. L’intervento comprende, tra le altre opere, la realizzazione di un impianto elevatore, il rifacimento delle facciate e delle coperture, per un investimento complessivo stimato in circa 385mila euro. Per favorire l’operazione, Montedomini si impegna a contribuire economicamente alla ristrutturazione nella misura del 30% delle spese sostenute dall’affittuario, fino a un massimo di 200mila euro. Proprio in considerazione di questi lavori, il bando prevedeva che per i primi dieci mesi non fosse dovuto alcun canone di locazione. Al punto 5 venivano inoltre escluse attività incompatibili con le finalità dell’ente, quelle non conformi alla destinazione urbanistica degli immobili e quelle in contrasto con l’ordine pubblico e il buon costume.





