Il sindaco di Prato alza la voce sulla sanità e denuncia impantamenti tra burocrazia e verifiche
Doveva essere uno dei simboli della nuova sanità territoriale, il luogo destinato a portare servizi e assistenza più vicino ai cittadini, alleggerendo al tempo stesso la pressione sul pronto soccorso. Invece la Casa di comunità di San Paolo continua a inseguire una data di apertura. Un’opera attesa da oltre dieci anni, che La Nazione ha seguito passo dopo passo, raccontandone ritardi, rallentamenti e cambi di cronoprogramma.
A prendere carta e penna è stato il sindaco Matteo Biffoni, che ha inviato una lettera al direttore generale della Asl Toscana Centro, Valerio Mari. Toni tutt’altro che concilianti per un documento che rappresenta una vera e propria richiesta di chiarimenti sull’avanzamento delle Case di comunità pratesi.
Biffoni, scrive La Nazione, parla apertamente di un “modo di procedere farraginoso e poco spiegabile alla cittadinanza” come riporta La Repubblica. Nel mirino non c’è soltanto il progetto di San Paolo. Il sindaco richiama anche la situazione della Casa di comunità Prato Centro Est, che dovrebbe nascere grazie a un accordo con la Misericordia. Un percorso avviato nel 2023 e che, secondo il primo cittadino, continua a restare impantanato tra passaggi burocratici e verifiche. “Il testo dell’accordo – scrive Biffoni – purtroppo rimbalza tra gli uffici”. Non meno severo il giudizio sulla Casa di comunità Prato Sud. “Anche per tale progetto – osserva – la tua amministrazione sta procedendo in modo caotico, con lungaggini amministrative che inducono forti preoccupazioni”. Sul caso interviene anche la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Dania Melani, che ha presentato un’interrogazione chiedendo al Comune di attivarsi nei confronti di Asl e Regione per ottenere un quadro chiaro delle tempistiche.





