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Sanità, numeri da capogiro e una nomina tirata troppo per le lunghe quando Monni sapeva chi sarebbe stato il nuovo dg toscano

Ne avrà di lavoro da fare il neonominato direttore e generale della sanità toscana Marco Torre per mettere a posto i conti. Nei primi mesi del 2026 la spesa ammonta a 370/400 milioni di euro, contro i 320 del 2025. I dati, riferiti dal quotidiano La Repubblica, non sono smentiti dalla Regione e non si nasconde l’ assessora alla sanità e welfare Monia Monni (nella foto) che, secondo quanto riporta Nopvaradio, dice: “E’ una situazione molto difficile con il fondo sanitario nazionale che non cresce quanto crescono i bisogni, soprattutto quelli legati all’invecchiamento e alla cronicità. Siamo il paese che cresce meno di in termini di investimenti rispetto al PIL in Europa”. Ma a differenza degli anni passati, l’aumento dell’addizionale rischia di non bastare. A snocciolare i numeri è la stessa assessora Monni: L’addizionale Irpef servirà per coprire gli aumenti contrattuali, circa 100 milioni, l’aumento delle bollette energetiche, che non è un caso del destino, ma è un frutto di politiche nazionali completamente sbagliate, sia geopolitiche, sia di transizione energetica, 43 milioni, e poi l’inflazione che picchia molto duro. L’addizionale Irpef se ne va per accendere la luce la mattina”.

Monni preannuncia misure radicali: “Stiamo facendo manovre per provare a ottimizzare ancora di più i modelli organizzativi, ma è chiaro che siamo ormai all’osso e dovremmo arrivare anche a misure abbastanza importanti per poter reggere senza aumentare ulteriormente l’imposizione fiscale. Le stiamo studiando, quest’anno devono essere misure che danno un effetto immediato, dall’anno prossimo ci saranno proprio misure di riorganizzazione strutturale”.

Quali saranno? Marco Torre prenderà il posto di Federico Gelli dall’inizio di settembre, ma poche ore prima della nomina del nuovo direttore generale della sanità toscana, l’assessora ha assicurato: “La persona che sarà la scelta è stato coinvolto fin dall’inizio in questo lavoro, conosce bene il quadro, ha dato una mano, ha collaborato in maniera forte, e da agosto lavorerà”. Ma se conosce bene il quadro, se ha dato una mano e ha collaborato in maniera forte c’era bisogno di tirarla molto per le lunghe la questione della nomina?

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