Una spirale di minacce e contro minacce che può trasformarsi in crisi strutturale
La tregua tra Stati Uniti e Iran è crollata bruscamente dopo la ripresa dei bombardamenti americani e la risposta immediata di Teheran, scrive Rocco Cangelosi su InPiù. Il regime, rafforzato dalla retorica interna seguita ai funerali della guida suprema Khamenei, rilancia la tensione e minaccia la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo energetico cruciale per i mercati globali. Le accuse contro Donald Trump, Emmanuel Macron, Keir Starmer, Giorgia Meloni alimentano ulteriormente la crisi diplomatica.
Trump si trova intrappolato tra orgoglio nazionale e calcolo politico: non può ammettere una sconfitta strategica, ma non appare disposto a un confronto diretto con Teheran. I raid non indeboliscono il regime iraniano, non risolvono la questione di Hormuz, né il dossier nucleare, e rischiano di trasformarsi in un boomerang mentre le midterm elections si avvicinano. Il presidente dovrà spiegare una strategia che, finora, sembra aver prodotto più instabilità che risultati. La comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione una spirale di minacce e contro minacce che potrebbe trasformarsi in una crisi strutturale.





