La Costituzione è di tutti e Polito critica Conte e Scarpinato
Antonio Polito sul Corriere della Sera critica la proposta di fare della Costituzione il simbolo politico del “Campo largo”, prendendo spunto dalle parole del senatore M5S Roberto Scarpinato, secondo cui “la Costituzione non è mai stata di tutti”. Secondo Polito, questa tesi legittima un’appropriazione di parte della Carta, trasformandola da patrimonio comune a bandiera politica, come nella proposta di Giuseppe Conte (nella foto) di un'”Alleanza per la Costituzione” o nell’idea di Pier Luigi Bersani che il futuro presidente della Repubblica debba dimostrare un “rapporto intimo” con essa. L’editorialista contesta anche la ricostruzione storica di Scarpinato, che indica tra i nemici della Costituzione le stragi mafiose e neofasciste e i tentativi di golpe, senza citare il terrorismo delle Brigate Rosse. A suo giudizio, una simile lettura rischia di dividere la Carta tra “proprietari” ed esclusi, anziché riconoscerla come fondamento condiviso della Repubblica. Polito osserva però che, se il centrosinistra scegliesse davvero di presentarsi come “Alleanza per la Costituzione”, dovrebbe essere coerente con tutti i suoi principi. Ciò renderebbe più difficile sostenere alcune posizioni oggi presenti nel Campo largo: dall’opposizione agli aiuti all’Ucraina, poiché l’articolo 11 richiama anche il sostegno alle organizzazioni internazionali per la pace, fino al reddito di cittadinanza, che si scontra con il dovere costituzionale di concorrere al progresso della società attraverso il lavoro. Analogamente, ricorda che l’articolo 30 attribuisce ai genitori il diritto-dovere di educare i figli. In conclusione, Polito sostiene che usare la Costituzione come strumento elettorale finirebbe per indebolirne il valore. La sua forza, scrive, è stata quella di rappresentare tutti gli italiani e di integrare nel sistema democratico anche forze politiche inizialmente ostili alle sue regole, come il Movimento 5 Stelle.





