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Entro dieci giorni un programma di iniziative comuni per reindustrializzare la Toscana

In migliaia in corteo per le strade di Firenze per lo sciopero dell’industria il 9 luglio. Nella giornata della manifestazione unitaria dei sindacati a Firenze, il presidente Eugenio Giani ha incontrato una delegazione delle sigle promotrici Cgil, Cisl e Uil per un confronto sui contenuti dello sciopero.

“Abbiamo concordato un incontro da tenersi in Regione entro 10 giorni. Lo spirito è propositivo – ha detto il presidente – vogliamo concertare iniziative comuni per affrontare l’attuale crisi dell’industria. Il ruolo della Regione Toscana resta centrale e l’ascolto dei sindacati potrà portare ad iniziative concrete. L’idea è quella di costruire insieme un agenda per affrontarla al meglio”. Giani ha poi continuato: “Ci sono indubbiamente settori che vivono un rallentamento e una vera e propria crisi, come la moda. Allo stesso tempo ci sono indicatori che ci fanno pensare che in un andamento ciclico si possa arrivare presto ad una rigenerazione e ad un nuovo sviluppo di questi settori. Ci sono altri settori, invece, stanno mostrando una mentalità vincente, come ad esempio la farmaceutica”. 

Per Giani un’unità di intenti “può generare delle politiche fondate sui fondi europei, sulle misure per il lavoro e sulle politiche della formazione e del lavoro, con bandi dedicati alle imprese. Queste politiche hanno tutte una priorità molto ben definita, l’aumento della crescita per il manifatturiero e una reindustrializzazione in grado di garantire ai lavoratori sviluppo, crescita salariale e delle condizioni di qualità e sicurezza del lavoro”.

”Come Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale abbiamo preso parte questa mattina alla manifestazione organizzata dai sindacati e abbiamo raccolto le preoccupazioni da loro espresse. Le difficoltà che sta attraversando il comparto manifatturiero, in particolare alcuni settori strategici come la moda, rende evidente la mancanza di una politica industriale nazionale capace di accompagnare le imprese e sostenere il lavoro, così come la debolezza dell’Unione europea nel definire una strategia comune per la tutela e il rilancio dell’industria. In questo quadro la Toscana ha già messo in campo uno sforzo importante attraverso strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione, della ricerca, dell’innovazione e della digitalizzazione delle imprese e con l’attività di accompagnamento delle crisi aziendali, delle politiche attive del lavoro e dell’attrazione di nuovi investimenti. A questo si aggiunge il costante impegno del Consiglio regionale, a partire dalla Commissione sviluppo economico, che ha svolto audizioni tematiche, come quelle sulla vertenza della Beko, e realizzato una risoluzione a sostegno del comparto moda, approvata all’unanimità dall’Assemblea toscana. In questa fase è fondamentale continuare a tutelare il nostro tessuto manifatturiero, salvaguardando occupazione e competenze, ma allo stesso tempo accompagnarne le trasformazioni del sistema produttivo attraverso innovazione, investimenti e crescita della competitività. Per questo accogliamo con favore la disponibilità espressa oggi dal presidente Eugenio Giani, nel corso dell’incontro con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, al quale ha preso parte anche la presidente della commissione sviluppo economico, Brenda Barnini, a istituire e insediare entro dieci giorni un tavolo di regia per costruire insieme a sindacati e imprese un’agenda condivisa sul futuro dell’industria toscana. Anche come Gruppo del Partito Democratico faremo la nostra parte, sostenendo tutte le iniziative utili a rafforzare il sistema produttivo, difendere il lavoro e accompagnare le trasformazioni di cui il manifatturiero ha bisogno.” È quanto dichiarano Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale e Andrea Vannucci, vicecapogruppo Pd a margine dello sciopero dell’industria e della manifestazione promossa dalle organizzazioni sindacali.

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