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Altro che Consob, sull’operazione Intesa-Mps-Mediobanca conta quello che dice l’Antitrust

Nella discussione sul riassetto del nostro sistema bancario indotto dall’operazione Intesa-Mps-Mediobanca, molta attenzione è data al ruolo della Consob, scrive InPiù, mentre l’attenzione dovrebbe spostarsi sull’Antitrust. Si attende la valutazione della Bce sugli aspetti di stabilità. D’altro lato il ministro Giancarlo Giorgetti (nella foto) ha evocato un ricorso al Golden Power, nonostante l’operazione riguardi soggetti italianissimi: l’esperienza evidentemente non insegna. Pochi sembrano rendersi conto che il passaggio che conterà sarà quello davanti all’Antitrust nazionale (competente perché le banche coinvolte operano prevalentemente in Italia), a cui l’operazione è stata comunicata il 29 giugno. Forse perché Intesa ha già anticipato la cessione di centinaia di sportelli, sulla base di una valutazione dell’impatto dell’operazione sui mercati locali dei depositi e degli impieghi, utilizzando i criteri di sovrapposizione utilizzati dall’ Antitrust in operazioni precedenti; e ha anche già previsto di cederli a Bper: così da ridurre le eventuali preoccupazioni di una eccessiva concentrazione di quei mercati. Eppure…E’ singolare che si possa pensare, come pure qualcuno ha fatto, che un’operazione sistemica come l’acquisizione da parte del primo gruppo bancario italiano di quello che è divenuto il quarto, in un sistema bancario ormai altamente concentrato, possa essere decisa sulla base di quante filiali si trovino nell’arco di un viaggio in auto di venti minuti. 
 
 
E infatti se si guarda meglio questo risultato sembra improbabile. Non solo per gli effetti sistemici dell’operazione, perché Intesa rappresenta ormai oltre il 20% del sistema e Mps-Mediobanca ne aggiungerebbe un altro 5%: ma perchéle posizioni di forza dei due operatori in una varietà di segmenti sarebbero molto superiori, e difficilmente l’Agcm potrà non considerarli. Di seguito qualche esempio. Nell’investment banking Banca IMI e Mediobanca sono i principali operatori nazionali: confrontati certo dagli operatori esteri, specie americani, concentrati però su segmenti di mercato tendenzialmente diversi. Nella gestione del risparmio Eurizon e Fideuram, di Intesa, rappresentano i principali operatori sul mercato: dovrebbero ora aggiungersi WidiBa di Mps e Mediobanca Premiere, potenziati dalla disponibilità della rete di sportelli della banca. Compass, di Mediobanca, è di gran lunga il principale operatore italiano nel credito al consumo, e naturalmente il suo inserimento nella rete distributiva di Intesa lo potenzierebbe ulteriormente. Nel settore assicurativo, Intesa Vita è il terzo più grande operatore vita: Generali, in cui Intesa, tramite l’acquisizione della quota in Mediobanca, acquisterebbe una posizione di grande influenza è il primo: con conseguenze possibili sulle strategie concorrenziali dei due soggetti. E forse, nel settore assicurativo, qualche preoccupazione potrebbe anche derivare dal fatto che la controllante della banca cessionaria degli sportelli Mps sarebbe Unipol, il secondo assicuratore italiano Insomma, l’operazione Intesa-Mps-Mediobanca avrebbe certamente effetti rilevanti sulla situazione concorrenziale nel settore bancario. Sembra improbabile che l’Antitrust decida di sorvolare: più probabile è che se ne interessi. DI fronte a una concentrazione notificata l’Autorità può autorizzarla, vietarla o sottoporre la sua realizzazione a modifiche strutturali o a impegni comportamentali: dal suo esame dipenderà se e come l’operazione si configurerà.

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Agli albori del giornalismo

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