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Londra trema ma il Daily Mail respira, Harry e Sir Hilton sconfitti all’Alta Corte

Ariel Piccini Warschauer.

Chi sperava di vedere finalmente i grandi tabloid britannici messi in ginocchio dal fiero e tormentato Duca di Sussex, farebbe bene a riporre i vessilli della rivolta. La giustizia di Sua Maestà, algida e ancorata ai codici scritti più che ai sentimenti feriti, ha emesso il suo verdetto finale: il principe Harry ed Elton John hanno perso la loro crociata legale contro la Associated Newspapers Limited (ANL), il potente colosso editoriale che stringe tra le mani il Daily Mail e il Mail on Sunday.

L’Alta Corte di Londra ha respinto l’ambiziosa causa per violazione della privacy intentata da un agguerrito plotone di celebrità che comprendeva, oltre al secondogenito del Re e alla leggendaria pop star, anche l’attrice Elizabeth Hurley e la baronessa Doreen Lawrence. Le accuse sul piatto erano pesantissime, un vero e proprio campionario da spy-story d’infimo ordine: intercettazioni abusive di messaggi vocali, microspie piazzate nelle auto e nelle case, registrazioni di telefonate private e persino pedinamenti sistematici da parte di investigatori privati, il tutto perpetrato – secondo l’accusa – tra il 1993 e il 2011.

Nelle scorse settimane avevamo assistito a udienze ad altissima tensione emotiva. Harry, con quel volto perennemente teso di chi si sente vittima designata di un sistema ingiusto, e lo stesso Elton John avevano rievocato con rabbia e a tratti con le lacrime agli occhi gli anni d’oro della loro persecuzione mediatica. Avevano descritto quel logorante senso di “paranoia” che distrugge le amicizie e avvelena gli affetti, la certezza che ogni segreto sussurrato al telefono fosse già di proprietà pubblica.

Tuttavia, le aule di tribunale non sono salotti televisivi e non si nutrono di empatia. La sentenza dei giudici britannici è stata tranchant:

“I querelanti non sono riusciti a fornire prove sufficienti a sostegno delle loro accuse di raccolta illecita di dati”.

In parole povere, il castello accusatorio si è sgretolato di fronte alla rigidità procedimentale. L’editore del Daily Mail, che fin dal primo giorno aveva liquidato le accuse come “illazioni assurde e prive di fondamento”, incassa così una vittoria clamorosa che mette in sicurezza l’intera Fleet Street.

Per il principe Harry si tratta di un rovescio legale e d’immagine devastante. Fin dal suo traumatico addio alla Famiglia Reale e dal conseguente esilio californiano, il Duca ha fatto della guerra ai tabloid la sua personale missione di vita, una sorta di vendetta postuma per l’immensa sofferenza inflitta a sua madre, la principessa Diana.

Questa sconfitta non solo svuota le sue tasche di parecchie centinaia di migliaia di sterline in spese legali, ma rischia di far passare i suoi tormenti non già come sacrosante battaglie per la verità, ma come le ossessioni di un uomo incapace di fare i conti con il proprio passato. La stampa popolare inglese, c’è da giurarci, non gli perdonerà questo passo falso. I leoni del Mail hanno affilato gli artigli, e per Harry l’aria di Londra si fa, se possibile, ancora più cupa e pesante.

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