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I glaciali norvegesi si infiammano per Haaland e ora possono sognare

Ariel Piccini Warschauer.

Un terremoto calcistico ha scosso il Mondiale 2026, e l’epicentro si trova a Oslo. La vittoria per 2-1 della Norvegia contro il Brasile di Carlo Ancelotti al MetLife Stadium ha scatenato un’ondata di estasi collettiva sulla stampa norvegese, che celebra quello che è già stato ribattezzato come il momento più alto nella storia dello sport nazionale. I titoli dei principali quotidiani scandinavi, da Verdens Gang ad Aftenposten, oscillano tra l’orgoglio patriottico e l’incredulità per un tabù storico che si rinnova: la Norvegia si conferma la vera bestia nera dei verdeoro, proprio come accadde nello storico precedente di Francia ’98.

Il grido che rimbalza da una testata all’altra è “Vi har slått Brasil igjen!”, ovvero “Abbiamo battuto il Brasile di nuovo!”. Questa volta, però, la portata dell’impresa è ancora più vasta perché vale un pass diretto per i quarti di finale del Mondiale. Il quotidiano Verdens Gang apre con una foto a tutta pagina di Erling Haaland, definendolo un cyborg dall’impatto divino. La testata sottolinea come la pianificazione tattica abbia annullato i palleggiatori brasiliani, spiegando che in questo 2026 i rapporti di forza del calcio mondiale sono stati riscritti da una squadra che ha avuto il coraggio di giocare a viso aperto contro i maestri della Seleção. Sulla stessa linea Aftenposten, che si concentra sull’aspetto emotivo della nazione, spiegando che vincere contro il Brasile in questo modo è un momento che definisce una generazione, utile anche a cancellare lo scetticismo dei vicini danesi e svedesi per dimostrare chi siano i veri giganti del Nord.

Le pagelle della stampa locale rasentano la perfezione e vedono due nomi dominare le prime pagine. Il primo è il portiere Ørjan Nyland, celebrato da Dagbladet per una prestazione a dir poco eroica. Il rigore parato a Bruno Guimarães nel primo tempo viene descritto come il momento esatto in cui l’inerzia psicologica della partita è passata nelle mani degli scandinavi. Senza quel riflesso, ammettono i cronisti di Oslo, la storia sarebbe stata diversa, ma Nyland ha saputo erigere un vero e proprio muro umano. L’altro protagonista assoluto è ovviamente Erling Haaland, sul quale i commenti sfociano nell’epica. La sua doppietta, arrivata prima con un colpo di testa imperioso e poi con un sinistro chirurgico al novantesimo, ha letteralmente mandato in frantumi la difesa brasiliana, punendo ogni singola disattenzione della retroguardia di Ancelotti.

I commentatori norvegesi non risparmiano critiche alla gestione della Seleção, facendo notare come gli innesti tardivi di Neymar ed Endrick siano stati una mossa disperata contro la solidità difensiva orchestrata dal ct Solbakken. Ancelotti non ha potuto compiere miracoli contro l’organizzazione scandinava, scrive la stampa di Oslo, evidenziando il dato storico di un Brasile eliminato agli ottavi di finale dopo quarant’anni dall’ultima volta. Con questa impresa, la Norvegia cancella definitivamente i vecchi complessi di inferiorità e si prepara ad affrontare i quarti di finale con una certezza granitica: con un Haaland in questo stato di grazia, nessun traguardo è più vietato.

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