Trump prende in giro Meloni, ci sarebbe da sorridere se fosse un qualsiasi cittadino ma è il presidente degli Stati Uniti
Se fosse un c qualsiasi cittadino ci sarebbe da sorridere, ma Donald Trump è il presidente degli Stati Uniti e torna a colpire Giorgia Meloni con un meme su Truth che, tradotto, suona più o meno come «tenetemela lontana», a meno di 48 ore dal vertice Nato di Ankara che si apre martedì 7 luglio. È l’ennesimo affondo personale del presidente Usa contro la premier italiana, un attacco che Palazzo Chigi ha già derubricato a «provocazione» e a cui non intende dare seguito. Del resto, rincorrere Trump su questo terreno rischia di essere ancora una volta tempo perso, tanto più alla luce di quanto scrive Politico, che mette a fuoco quale sia davvero l’obiettivo del presidente americano dietro ai continui attacchi agli alleati della Nato più o meno scomposti.
Il post finisce online poco dopo le 23 di domenica, e la prima reazione a Palazzo Chigi, racconta Simone Canettieri sul Corriere della Sera, è di puro sconcerto: un colpo a freddo che nessuno, nemmeno la diplomazia italiana, si aspettava. La linea, però, non cambia: «Non reagiremo a questa provocazione», trapela dal governo. Nella notte il ministro degli Esteri Antonio Tajanie la premier concordano la strategia, ignorare l’ennesimo affondo personale, così che l’agenda in vista di Ankara resti identica. Alcuni ministri, sentiti dal Corriere a microfoni spenti, non nascondono giudizi tutt’altro che lusinghieri sulla tenuta del presidente Usa, le cui uscite alcune fonti diplomatiche, citate da La Stampa, liquidano come «follie dell’imperatore». Resta il rammarico per il lavoro fatto in questi mesi anche dall’ambasciatore Tilman Fertitta, amico personale di Trump, che ora rischia di essere vanificato, mentre Meloni entra di fatto nel club dei leader europei già bersaglio degli attacchi della Casa Bianca, da Macron all’ormai dimissionario Starmer.
Il meme incriminato arriva alle 22.51 di domenica, il giorno dopo i festeggiamenti per il 4 luglio: una foto di Trump di spalle al G7 di Evian, con Meloni di fronte in una posa quasi adorante, e la scritta sovrimpressa «Serve un ordine restrittivo». Il meme è assente dai giornali idealmente più vicini al governo, complice la chiusura redazionale ben prima della mezzanotte, tranne su Il Giornale, che relega il richiamo in prima a un box parecchio in basso. In ribattuta ci arrivano gli altri, a cominciare dal Messaggero che, con Ileana Sciarra, descrive un’immagine costruita apposta per il suo effetto virale, mentre Francesco Malfetano su La Stampa la traduce in un titolo ancora più diretto, «Deve stare lontano da me». Il precedente risale proprio a Evian, quando Trump aveva raccontato che la premier gli avesse fatto quasi pena nel tentativo, a suo dire, di ottenere uno scatto insieme, il celebre «mi ha supplicato» già smentito da Meloni con un video sui social: «Io e l’Italia non imploriamo mai». Difficile perfino stabilire, come nota Paola Di Caro sul Corriere, se nello scatto scelto da Trump la premier stia davvero guardando verso di lui.





