Tra Russia e Ucraina non c’è pace e tra bombe e droni non si vedono spiragli per un accordo
Un drone è precipitato sulla Reggia di Peterhof, senza causare danni al complesso situato a una ventina di chilometri da San Pietroburgo. Ad annunciarlo è stato il governatore di San Pietroburgo, Alexander Beglov, precisando che nel corso dell’attacco su larga scala subito dalla sua città la difesa ha abbattuto decine di droni ucraini. La reggia, situata sulle rive del golfo di Finlandia, fu edificata tra il 1714 e il 1723.
“L’attacco ha colpito l’area di un terminal petrolifero nel distretto di Kirovsky” a San Pietroburgo. “I problemi tecnici sono stati risolti. Non ci sono state vittime”, ha scritto il governatore su Telegram. “Le forze di difesa aerea hanno abbattuto 72 droni, uno dei quali si è schiantato a Peterhof. Non ci sono state vittime né danni”, ha aggiunto.
Volodymyr Zelensky ha poi confermato l’attacco sferrato sulla città: “Ieri sera, le nostre sanzioni a lungo raggio contro la Russia, imposte per la guerra in corso, hanno colpito obiettivi vicino San Pietroburgo. Le Forze di Difesa ucraine hanno colpito le infrastrutture petrolifere del porto, che generavano proventi per la guerra russa, e hanno anche effettuato attacchi efficaci contro Kronstadt, un importante obiettivo militare. La distanza dal confine di Stato ucraino è di oltre 850 chilometri”.





