#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

Il super processo di Gerusalemme, così Israele prepara il tribunale speciale per il 7 ottobre

Ariel Piccini Warschauer.

Mille giorni dopo il massacro del 7 ottobre, lo Stato d’Israele si scopre intrappolato in un paradosso kafkiano: l’urgenza politica e morale di processare i responsabili della più grande strage di ebrei dalla Shoah si scontra con l’impossibilità materiale di farlo secondo le regole del diritto ordinario. Non c’è un singolo fascicolo, non c’è una sola scena del crimine, non esiste una dottrina giuridica pregressa capace di reggere l’onda d’urto di centinaia di imputati e di un oceano di prove digitali.

Per questo, nel silenzio quasi totale dei media internazionali, il governo di Tel Aviv ha dato il via libera a un’operazione che non ha precedenti nella storia del Paese, nemmeno se si rispolverano i faldoni del processo Eichmann del 1961. L’obiettivo? Costruire da zero un sistema giudiziario parallelo, temporaneo e blindato.

Il maxi-stanziamento e il cantiere di Atarot

I dettagli logistici, filtrati attraverso le maglie della censura militare e della burocrazia ministeriale, descrivono uno sforzo titanico. L’esecutivo ha già approvato un budget speciale che supera il miliardo di shekel (circa 250 milioni di euro). Gran parte di questi fondi serviranno a finanziare il cantiere appena aperto ad Atarot, nella periferia nord di Gerusalemme. Lì, in una zona industriale storicamente contesa e considerata strategica per la sicurezza, sorgerà una cittadella fortificata: un tribunale militare speciale, dotato di bunker, sale di massima sicurezza per la protezione dei testimoni e celle di detenzione temporanea ad alta tecnologia.

La scelta di un tribunale militare non è solo logistica, ma politica. Serve a blindare le procedure, a gestire i materiali d’intelligence coperti da segreto di Stato e a contenere i rischi di attentati durante le udienze.

Il labirinto delle prove: tra bodycam e traumi

Ma se la pietra e il cemento ad Atarot avanzano, è l’architettura giudiziaria a togliere il sonno ai magistrati della Procura. Come si processano simultaneamente centinaia di miliziani catturati nei kibbutz, lungo le strade del deserto del Negev o nei tunnel di Gaza?

L’accusa si trova davanti a un puzzle infernale. Da un lato c’è l’enorme banca dati digitale: migliaia di ore di filmati ad altissima risoluzione estratti dalle bodycam degli stessi miliziani di Hamas, dai circuiti di sorveglianza dei kibbutz, dai cellulari delle vittime e dai droni israeliani. Materiale che i software di intelligenza artificiale stanno catalogando per identificare ogni singolo volto e associarlo a uno specifico atto criminale. Dall’altro, c’è il fattore umano: un bacino potenzialmente immenso di testimoni, sopravvissuti e familiari delle 1.164 vittime. Il rischio, ammesso a mezza bocca dagli stessi inquirenti, è che il processo si trasformi in una colossale macchina di ri-traumatizzazione collettiva o, peggio, che collassi sotto il peso delle eccezioni procedurali dei difensori.

L’orizzonte del 2028 e lo spettro della legittimità

Chi si aspettava una Norimberga mediorientale in tempi brevi rimarrà deluso. Fonti interne al sistema giudiziario israeliano confermano che la macchina è così complessa che la prima udienza dibattimentale non vedrà la luce prima del 2028. Ci vorranno almeno due anni solo per completare la struttura di Atarot e per formalizzare i rinvii a giudizio in modo che reggano l’inevitabile scrutinio della comunità internazionale.

Sullo sfondo resta la vera partita: quella della legittimità. Israele sa che questi processi non serviranno solo a condannare i singoli esecutori, ma a cristallizzare la narrazione storica e giuridica del 7 ottobre di fronte a un’opinione pubblica globale sempre più polarizzata e di fronte alle corti de L’Aia. Ed è proprio per evitare l’accusa di una “giustizia dei vincitori” o di un processo sommario che i tempi si dilatano. La democrazia israeliana, già logorata da mesi di guerra e tensioni interne, si appresta a vivere il suo esame più difficile: processare il terrore senza farsi consumare dalle sue stesse leggi.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti