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La corsa per Palazzo Vecchio tra Funaro che punta al secondo mandato e Giani che però vuole portare Firenze e la Toscana a Roma

Il Tirreno sceglie la strada dell’ironia per scrivere della corsa a sindaco di Firenze che vedrebbe già in pista Sara Funaro, per il secondo mandato, e il presidente Eugenio Giani. Scrive il giornale: “E alla fine, Emiliano Fossi stende il telo sul braciere dem in Toscana. «È naturale che la sindaca, il sindaco che fa un mandato, poi sia automaticamente ricandidata per il secondo», dice il segretario toscano del Pd. Naturale, automatico. Due parole buone per blindare Sara Funaro e raffreddare, almeno per ora, il fuoco gianiano che cova sotto la cenere di Palazzo Vecchio. «Siccome Sara Funaro sta facendo bene la sindaca di Firenze, non vedo che motivi ci dovrebbero essere perché non succeda questo». La sindaca lo aveva già detto in un’intervista al Corriere Fiorentino con una formula sobria, istituzionale, e lo ripete: «Se i fiorentini mi vogliono è mia intenzione fare un secondo mandato, non lo nascondo». Il primo mandato serve a programmare e a mettere in atto «le prime risposte», spiegava Funaro, mentre «i frutti e il rafforzamento delle tue azioni li vedi nel mandato successivo». Ora il sigillo: «Ma saranno i cittadini a decidere».  Sara ed Eugenio, una specie di House of Cards gigliata, e soprattutto fra pesi massimi dello stesso partito. Lei sa che lui proverà la zampata dell’ultimo minuto, un guizzo per scompaginare gli equilibri, ma adesso almeno qualcuno ha fermato il treno dei retroscena, delle mezze verità, delle timide smentite che confermano, delle conferenze stampa studiate come piccoli agguati. Sa che Giani un po’ ha sfruttato l’onda di una partenza non esplosiva, difficile, condizionata dal passato. Del resto ai collaboratori la sindaca si racconta come un «diesel» che però «una volta al massimo non si spegnerà»”.

Dipenderà dai fiorentini, una parte dei quali sembra non gradire le trasformazioni della città in senso peggiorativo anche se Funaro sta solo cercando di portare a termini progetti avviati dai suoi predecessori. Le imputano anche il basso livello di sicurezza che si percepisce per le strade anche se la responsabilità va condivisa con i responsabili dell’ordine pubblico. Ma poi Giani vorrà davvero fare il sindaco di Firenze? Una volta a precisa domanda rispose: “Mi piacerebbe portare Firenze e la Toscana a Roma”. Potrebbe essere questo il suo desiderio anche perché Firenze, finché ci saranno gli Uffizi, la Galleria e Ponte Vecchio continuerà a richiamare turisti e l’economia più o meno sommersa andrà avanti, anche quella dei truffatori del gioco dei bicchieri e degli ambulanti clandestini che si fanno calpestare le loro “opere” per poi rincorrere e farsi risarcire dai malcapitati stranieri.

La corsa per Palazzo Vecchio tra Funaro che punta al secondo mandato e Giani che però vuole portare Firenze e la Toscana a Roma

Nulla di nuovo sotto il sole, da

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