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Nasce il partito degli amministratori, si chiama Progetto Civico Italia

Sfondo blu con lo skyline dei monumenti simbolo, dal Colosseo alla Torre di Pisa. Achille Lauro a palla, palazzo dei Congressi all’Eur strapieno, leader del centrosinistra in prima fila. L’offerta progressista si allarga. Nasce il partito degli amministratori. Il movimento dei civici, fondato dell’assessore capitolino Alessandro Onorato, diventa un partito. Ne parla AdnKronos.

La gamba civica del centrosinistra. Non centrista né moderata, specifica l’assessore ai Grandi Eventi di Roma che in otto mesi ha creato una rete in tutta Italia con 400 comitati, 685 amministratori. Una buona parte oggi erano all’evento di lancio del nuovo partito. Progetto Civico Italia, il nome. Acronimo: Pci. “Per tutti quelli che dicono che siamo la destra della sinistra, non è male…”, scherza Onorato. Un titolo per oggi? Gli chiedono. “Una ventata di freschezza. Questo portiamo in dote al centrosinistra”. Si candiderà alle primarie? “Se si faranno, ci saremo”.

Al ‘battesimo’ Elly Schlein, Giuseppe Conte, Riccardo Magi, Enzo Maraio e poi Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (in collegamento). Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ad aprire la kermesse con un saluto, con mezzo Pd romano in platea. E poi il sindaco di Napoli e presidente Anci, Gaetano Manfredi. Manca Goffredo Bettini, indisposto, che Onorato ringrazia per aver per primo incoraggiato il progetto. Lo fa anche Conte. Non c’è, invitato, Matteo Renzi impegnato fuori Roma. C’è chi sostiene sia in corso una ‘competizione’ su chi debba organizzare la ‘quarta’ gamba della coalizione progressista. “Io non frequento il Transatlantico, non faccio ragionamenti pindarici.Noi vogliamo aggiungere e non togliere. Noi siamo abituati a unire”, replica Onorato.

Ma è Schlein, chiudendo a sera la lunga kermesse al palazzo dei Congressi, ad evocare la questione della galassia ‘centrista’ tutta ancora da definire. “Si stanno muovendo tante realtà che vogliono poter contribuire alla costruzione dell’alleanza progressista. Noi rispettiamo l’autonomia, seguiamo con cura gli sviluppo senza interferire. Non è il nostro ruolo, io sono la segretaria del Pd. Per esperienza personale so che non è facile unire, non è facile convergere. Vi invito a fare questo, a parlarvi, a dialogare con chi è qui e anche con chi oggi non è qui. Insieme avete lo stesso obiettivo: allargare l’alleanza progressista”.

L’idea è quella di trasferire a livello nazionale la cultura e la quotidianità del ‘fare’ degli amministratori. “Ci hanno detto che siamo un’operazione di palazzo, un esperimento da laboratorio. Come a intendere che non portiamo voti. Ma che ne sanno dell’ebrezza democratica di prendere una preferenza? Di cosa vuol dire essere scelto dai cittadini e non dalla capacità di servire e adulare il leader di turno?”, incalza Onorato annunciando una campagna per le preferenze che partirà da domani a cui chiede a Schlein e Conte di unirasi. “Meloni vuole il leader solitario. È un dovere morale restituire a 51 milioni di elettori italiani di poter scegliere chi mandare in Parlamento”.

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