Telefonini nel cassetto, camere doppie e sveglia presto: le regole di Baldini, il ct che farà innamorare l’Italia pallonara
C’è da scommettere che l’Italia pallonara si innamorerà di Silvio Baldini, il commissario tecnico della Nazionale di calcio, che a Coverciano sta preparando le partite amichevoli con Grecia e Lussemburgo. Al tecnico di Massa la Gazzetta dello Sport ha dedicato un ritratto ricavato dai primi giorni di ritiro.
L’Italia più giovane di sempre – età media 20 anni e mezzo – non ha bisogno di regole, ma di buon senso. O, meglio, le regole sono quelle di una convivenza costruita sull’empatia e, quindi, sulla voglia di condivisione, degli spazi, degli interessi. A Coverciano, casa azzurri, va così: la sagoma di Gigio Donnarumma si confonde in mezzo a quello di un gruppo di venticinque ragazzi che esce dalla sala riunioni come una scolaresca e come una scolaresca prende la via del campo di allenamento. Sveglia presto e, comunque, non oltre le nove: se il momento della colazione diventa un’abitudine corale tanto meglio. Cellulari nel cassetto delle camere rigorosamente doppie, triple per i tre portieri: non è un’imposizione, ma una libera scelta a cui si sono adeguati gli azzurrini diventati grandi per l’occasione. Tradotto: senza telefonini come inseparabili compagni di viaggio quando il pallone riposa e il video delle cose da studiare è spento aumenta l’empatia e la condivisione di cui si parlava. L’Italia più giovane di sempre è un messaggio, al mondo, il nostro, e non solo: Lussemburgo e Grecia ci diranno se i quattro ragazzi del 2008, i tre del 2006, i sette del 2005 e i nove del 2004 avranno l’energia per regalarci un bel po’ di curiosità.
“Qui non ci sono regole, ma se uno sgarra va a casa…”, racconta chi è stato chiamato in panchina per dare un senso alla prima volta senza il terzo Mondiale di fila: il ct ad interim Silvio Baldini. Lui, il commissario tecnico per 180’, ha scelto il gruppo dell’Under 21 e dintorni più Gigio Donnarumma, capitano coraggioso e capitano che ha chiesto di esserci perché l’esempio trascina. “Avrebbero fatto lo stesso anche gli altri del gruppo che non ha conquistato il pass per l’America, ma – così Gigio – sapevano che il tecnico avrebbe puntato sui suoi…”. L’Italia più giovane di sempre ha il volto di Pio Esposito, Pisilli, Palestra, gli unici oltre al portiere campione d’Europa a Wimbledon ad aver conosciuto il debutto con la Nazionale dei grandi. Ma l’Italia più giovane vive anche sull’adrenalina dei diciottenni del Borussia Dortmund Inacio, Ruggeri, Mane, sull’intraprendenza difensiva di Chiarodia del Borussia Moenchengladbach, sulla vivacità di Koleosho, esterno d’attacco dell’altra metà di Parigi, quella che non vince la Champions League. In mezzo al campo, ecco le geometrie di Lipani del Sassuolo o di Dagasso del Venezia con la fisicità del fiorentino Ndour e l’intelligenza tattica di Faticanti stella della Next Gen bianconera. Ventiquattro ragazzini che non smettono di correre o di tenere alto il ritmo. Ma se si perde il pallone bisogna correre (Baldini dixit): questa si che è una regola scolpita sul campo.





