#POLITICA #RADAR #ULTIME NOTIZIE

Odio social a sfondo antisemita, insulti e minacce sulla pagina dell’associazione ebraica

Ariel Piccini Warschauer,

Sei persone sono state deferite all’Autorità Giudiziaria dalla Polizia di Stato con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. È l’esito di un’articolata operazione condotta dagli uomini della Digos della Questura di Latina, che hanno passato al setaccio la rete per risalire agli autori di una violenta campagna d’odio e intolleranza di matrice antisemita, consumata interamente sulle piattaforme social.

L’inchiesta ha preso le mosse lo scorso aprile, quando una vittima ha formalizzato una denuncia dettagliata in Questura. Alle forze dell’ordine ha raccontato di essere stata il bersaglio di una serie coordinata di atti intimidatori, offese personali e insulti mirati alla sua identità, segnalando con forza il progressivo inasprimento di un clima di ostilità e intolleranza diffuso sul territorio provinciale. Da quel momento, l’attività informativa, investigativa e il monitoraggio del web da parte degli specialisti della Digos si sono intensificati, concentrandosi sulla prevenzione e sul contrasto dei crimini d’odio online.

Il fulcro della discriminazione è stato individuato all’interno di una pagina Facebook aperta al pubblico. Uno spazio virtuale nato con scopi diametralmente opposti, gestito da un’associazione locale impegnata nella promozione, nella conoscenza e nella valorizzazione della storia, della cultura e della vita ebraiche. È qui che i sei indagati hanno riversato i propri commenti, travalicando ampiamente i confini del diritto di critica politica e della libertà di espressione garantiti dalla Costituzione.

Gli investigatori hanno isolato e cristallizzato numerosi messaggi denigratori e offensivi rivolti direttamente al popolo ebraico. Tra i post esaminati dagli inquirenti sono emerse non solo ingiurie, ma anche la condivisione sistematica di contenuti esplicitamente volti a esaltare la superiorità della razza. Elementi che, secondo l’impianto accusatorio, configurano con chiarezza la condotta di diffusione e promozione di idee fondate sull’odio nazionale o religioso, reati severamente puniti dall’articolo 604-bis del codice penale. Grazie alle indagini informatiche e agli accertamenti della Digos, gli elementi digitali sono stati incrociati fino a giungere alla reale identità dei sei utenti, ora a disposizione della magistratura.

Odio social a sfondo antisemita, insulti e minacce sulla pagina dell’associazione ebraica

Il fronte del nord, le scuole chiuse

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti