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Un auditorium nel nuovo Santa Maria della Scala è il desiderio che ha bisogno di soldi e di qualche autorizzazione

Non basta conservare il patrimonio, occorre restituirlo alle persone, renderlo vivo”. Il presidente della Fondazione Santa Maria della Scala, Cristiano Leone ruggisce e pensa in grande: “Il masterplan nasce come uno strumento di orientamento, individua priorità e funzioni possibili attraverso una visione destinata a evolvere nel tempo”. Per Luca Molinari, architetto “la scelta di tre studi internazionali così diversi è coerente con la volontà di portare dentro il Santa Maria tre voci distinte. Nessun intervento mette in discussione il progetto Canali, ma si affianca nei luoghi che da troppo tempo attendono una soluzione”.

I tre studi hanno lavorato per temi: Hannes Peer Architecture si è concentrato sull’ingresso, sugli spazi di accoglienza, sul bookshop, sul bar e ristorante e sulla Casa delle BalieLAN ha affrontato l’area da ripensare come spazio espositivo flessibile e capace di adattarsi nel tempo. Poi l’auditorium che “non è un oggetto isolato, ma un punto d’incontro tra storia e uso contemporaneo – ha scritto Odile Decq. – Uno spazio flessibile pensato per la città”. L’idea è buona. Occorre darle le gambe che vuol dire soprattutto soldi. Da anni e anni si parla del Santa Maria della Scala. Non resta che sperare che questa volta si riesca a dare concretezza all’idea della cittadella della cultura lanciata sessanta anni fa da Cesare Brandi.

L’architetto Molinari risponde a una domanda de La Nazione: La proposta più sorprendente è quella di un auditorium da 5-600 posti, che determinerebbe anche un innalzamento del tetto: la ritiene realizzabile?

“L’auditorium non è stata un’invenzione progettuale, ma una precisa richiesta della città. Poi questa idea ovviamente può essere modellata in base alle esigenze, si può intervenire sul tipo di copertura, c’è un’ipotesi che interviene sull’ala meno antica dell’edificio”. Alzare un tetto nel centro storico appare operazione ardita, ma se è stata pensata ci sarà il placet del Comune e della Soprintendenza.

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