Nell’area fiorentina in pericolo seimila assunzioni, lo scenario di crisi nel colloquio con Ignazio Visco alla camera di commercio
“Un’analisi dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Firenze, svolta in questi giorni, lancia l’allarme sui rischi di stagnazione e di crescita dell’inflazione, da un minimo del 2,9% al 4,1% nelle scenario peggiore. Di conseguenza è alto il pericolo di aumento del costo della vita, diminuzione dei consumi e quindi anche di frenata della produzione e del turismo in una regione come la Toscana dove – annota sempre il Ufficio studi – la quota di spesa esposta al rischio inflazione – ovvero alimentari, abitazioni e trasporti – rappresenta circa i due quinti del totale: su una spesa media mensile di 3.200 euro, circa 1.200 euro sono assorbiti da queste voci incomprimibili. I tre economisti Buti, Casini Benvenuti e Petretto stimano per il 2026 un aumento totale della bolletta energetica di un miliardo di euro per imprese e famiglie. E se gli aumenti energetici dovessero trasferirsi in modo massiccio sui prodotti alimentari, l’impatto su questi nuclei familiari assumerebbe proporzioni molto severe”. E’ quanto afferma Massimo Manetti (nella foto), presidente della Camera di commercio di Firenze, che aggiunge: “C’è un’altra stima del Centro studi che ci preoccupa: nel 2026 la metrocittà rischia seimila assunzioni in meno rispetto a quelle previste”.
Davanti a questo scenario di crisi la Camera di commercio di Firenze chiede lumi ad uno degli economisti più in voga del momento, Ignazio Visco, per due mandati tra il 2011 e il 2023 governatore della Banca d’Italia e prima, dal 1997 al 2002, chief economist e direttore del Dipartimento di Economia dell’Ocse a Parigi. Giovedì 4 giugno dalle ore 11, nell’auditorium della Camera di commercio, Visco parlerà agli imprenditori fiorentini e a tutti coloro che vorranno assistere all’intervista pubblica (l’ingresso è libero). “In questi giorni – dice Manetti – sulle prime pagine dei giornali e sulle televisioni nazionali si è acceso il dibattito sull’ultimo saggio del governatore onorario della Banca d’Italia: Visco mette in luce la crisi della globalizzazione, la necessità di cercare una nuova organizzazione degli scambi commerciali fuori dagli Usa e il ruolo che l’Europa potrà svolgere a tutela e sviluppo delle economie locali. E’ una visione che interessa profondamente il territorio economico fiorentino che è a forte vocazione export, capace di realizzare nel 2025 la migliore performance di crescita tra tutte le province italiane e di porsi al secondo posto per valore assoluto delle vendite all’estero che sono salite a oltre 34 miliardi di euro. Gli Stati Uniti rappresentano di gran lunga la prima destinazione, ma anche il Medio Oriente è un mercato importante per le nostre imprese. Come organizzarsi per trovare alternative? E’ una delle domande che porremo a Visco”.





