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Nuova escalation tra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz

Nuova escalation tra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC) hanno annunciato di aver lanciato oggi 28 maggio un attacco contro una base aerea americana in Medio Oriente da cui, secondo Teheran, sarebbero scattati i raid statunitensi condotti poche ore prima nell’area strategica del Golfo Persico.

Secondo quanto riferito dai media statali iraniani, i Pasdaran iraniani hanno definito l’operazione “un serio avvertimento” agli Stati Uniti, sottolineando che “l’aggressione non resterà impunita e se si ripeterà” la risposta iraniana “sarà ancor più dura”. “La responsabilità delle conseguenze è dell’aggressore”, hanno aggiunto. L’attacco sarebbe stato lanciato alle 4:50 del mattino ora locale contro una base americana non meglio specificata. Washington dispone di diverse installazioni militari nella regione.

Ali Bagheri Kani, numero due del Consiglio supremo di Sicurezza nazionale dell’Iran, ha confermato che Teheran punta allo sblocco di tutti gli asset iraniani congelati negli Usa. In dichiarazioni pubblicate dall’agenzia iraniana Tasnim, e rilanciate dalla tv satellitare al-Jazeera, afferma che tutti i beni iraniani devono essere restituiti senza condizioni.

La nuova crisi arriva dopo che le forze armate statunitensi hanno effettuato raid contro droni iraniani e una postazione di controllo nei pressi di Bandar Abbas, porto strategico iraniano sullo Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti hanno abbattuto quattro droni iraniani e colpito una stazione di controllo terrestre che si preparava a lanciare un quinto velivolo senza pilota. A confermare l’operazione è stato un ufficiale Usa che ha parlato di “azioni misurate, meramente difensive” per “mantenere il cessate il fuoco”.

Nuova escalation tra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz

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