Sotto la terra di Gaza, l’Idf smantella la fortezza invisibile di Hamas
Ariel Piccini Warschauer.
Un chilometro dopo l’altro, il “regno sotterraneo” del terrore continua a crollare sotto i colpi del genio militare israeliano. L’esercito di Tel Aviv (Idf) ha assestato un nuovo, durissimo colpo logistico e strategico a Hamas, annunciando lo smantellamento definitivo di ben 11 chilometri di percorsi di tunnel sotterranei. L’operazione, chirurgica e devastante, si è concentrata a est della cosiddetta “Linea Gialla”, nell’area strategica di Beit Hanoun, nel quadrante settentrionale della Striscia di Gaza.
Per mesi quest’area ha rappresentato una delle roccaforti terroristiche centrali dell’organizzazione jihadista. Non una semplice linea di difesa, ma un vero e proprio quartier generale occulto, concepito con una strategia tanto efficace quanto spietata: lo scudo umano sistematico.
I tecnici e i soldati dell’Idf hanno infatti accertato che l’immensa rete sotterranea era stata capillarmente edificata al di sotto di strutture insospettabili — o che tali dovrebbero essere. I tunnel correvano sotto case residenziali, strade cittadine e persino istituzioni pubbliche, come scuole materne e ambulatori medici. Da questi cunicoli, protetti dal peso dei civili palestinesi lasciati in superficie, i miliziani di Hamas coordinavano e lanciavano attacchi continui sia contro le truppe israeliane in avanzamento, sia contro le comunità civili al di là del confine.
L’eliminazione di questo snodo a Beit Hanoun non è solo un successo tattico, ma priva i terroristi di una delle principali vie di infiltrazione e stoccaggio d’armi nel nord della Striscia, confermando la determinazione di Gerusalemme nel bonificare l’intera infrastruttura ipogea che ha garantito la sopravvivenza dei terroristi di Hamas in tutti questi anni.





