Il caso dell’agriturismo di Poggibonsi che accoglie chi non ama Netanyahu
Aveva prenotato una vacanza in Toscana con la famiglia tramite Booking.com, ma poco dopo ha ricevuto un messaggio inatteso dal proprietario della struttura: per essere davvero la benvenuta avrebbe dovuto prendere le distanze dalle politiche del governo Netanyahu. È la vicenda raccontata da alcuni media online israeliani e rilanciata sui social, compresa la pagina ‘Noi che amiamo Israele’, che vede protagonista una turista israeliana e Pietro Del Zanna, gestore dell’agriturismo ‘Le Cantine’ a Poggibonsi ed ex esponente verde e pacifista da sempre. E’ stato assessore provinciale a Siena nella giunta presieduta da Fabio Ceccherini.
Nel messaggio inviato tramite la piattaforma di prenotazioni, l’albergatore spiegava di non essere “antisemita”, ma di non riuscire a “far finta di niente” rispetto alla guerra a Gaza scoppiata dopo il 7 ottobre. Per questo chiedeva alla cliente quale fosse la sua posizione rispetto alle scelte del governo israeliano, aggiungendo che, se avesse voluto cancellare la prenotazione dopo avere conosciuto il suo punto di vista, non avrebbe applicato alcuna penale. La turista ha raccontato di essersi sentita “scioccata” dalla richiesta di dover dichiarare preventivamente le proprie opinioni politiche per poter soggiornare nella struttura. Dopo avere annullato il viaggio, ha pubblicato online lo scambio e ha presentato un reclamo a Booking.com, sostenendo di avere subito una discriminazione in quanto israeliana o per le proprie idee politiche.
Contattato dall’Adnkronos, Del Zanna conferma il contenuto del messaggio e respinge le accuse di antisemitismo. “È spiegato molto semplicemente tutto lì, nel mio messaggio. D’altronde la situazione è quella che è. Lungi da me avere atteggiamenti antisemiti, ma anche far finta di niente, in questa temperie, non mi andava bene…”, afferma. Nel messaggio, spiega, aveva scritto alla cliente che “se condivideva l’atteggiamento del proprio governo, sapeva come io la pensavo”. E aggiunge: “Le ho detto semplicemente che, se voleva annullare la prenotazione perché conosceva la mia posizione, non ci sarebbe stata alcuna penale”.





