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William fiero della sua Kate, aria leggera a Kensington Palace

Ariel Piccini Warschauer.

Nelle stanze ovattate di Kensington Palace si respira finalmente l’aria leggera della primavera, quella vera, che profuma di rinascita. La notizia era nell’aria, ma sentirla pronunciare dalla voce, a tratti ancora tradita dall’emozione, del Principe William, fa tutto un altro effetto. Il “test” italiano è stato superato a pieni voti. Quella Reggio Emilia che ha accolto la Principessa del Galles con il calore tipico della nostra terra è diventata, nei fatti, il trampolino di lancio per il ritorno di Kate sulla scena internazionale.

La Principessa è pronta a riprendere in mano le valigie e l’agenda dei viaggi di Stato. Era “entusiasta”, ha confessato William ai microfoni del programma radiofonico mattutino Heart, con quel tono confidenziale che il futuro Re concede sempre più spesso, segno di una monarchia che cerca il contatto umano dopo la tempesta. “Ne ha passate così tante negli ultimi due anni”, ha sussurrato l’erede al trono, e come dargli torto? Dalla terribile diagnosi di tumore del 2024 all’annuncio della remissione nel gennaio 2025, la Gran Bretagna ha trattenuto il respiro. Vederla oggi, a 44 anni, riappropriarsi del proprio ruolo un passo alla volta, è il segnale di stabilità di cui la Corona aveva disperatamente bisogno.

Parlando dalle selvagge e ventose Isole Scilly, al largo della Cornovaglia – un luogo che per i Windsor evoca da sempre estati che sanno d’infanzia e d’innocenza – William si è lasciato andare a una dichiarazione d’amore e di profonda gratitudine che raramente si confà alla tradizionale rigidezza reale: “È una mamma fantastica, una moglie fantastica, e letteralmente la nostra famiglia non potrebbe farcela senza di lei”.

Ma dietro i titoli e i protocolli, emerge lo spaccato di una famiglia straordinariamente normale. William ha dipinto un ritratto domestico in cui ogni genitore può rispecchiarsi: il caos mattutino per accompagnare i figli a scuola. Con un sorriso udibile anche via radio, il Principe si è rivolto direttamente ai figli rimasti a casa: “Charlotte, Louis, se mi state ascoltando, assicuratevi di essere puntuali e di non litigare su chi ascolta cosa stamattina”. E per il piccolo Louis, otto anni e già celebre per le sue irresistibili marachelle pubbliche, il papà ha confessato di dover tenere in auto una scorta strategica di panini con la marmellata: “Lascia impronte appiccicose dappertutto”, ha commentato divertito. Un baccano a cui manca il primogenito George, dodici anni, ormai “grande” e destinato ai severi ma formativi corridoi del collegio.

C’è una strategia precisa in questa nuova narrazione reale, una modernità che passa anche per decisioni drastiche: lo scorso anno i Principi hanno imposto un severo bando ai telefoni cellulari per proteggere i ragazzi dalle insidie del web. Un rigore che contrasta piacevolmente con le debolezze umane che William non si vergogna più di mostrare. Ha ammesso, con encomiabile onestà, di “non essere affatto una persona mattiniera”, confessando che per carburare ha bisogno di una colazione a base di uova su pane a lievitazione naturale e di una sferzata di musica dance.

E poi, naturalmente, c’è il calcio, la grande passione che livella reali e sudditi. Il Principe non ha nascosto la sua emozione per la recente e storica cavalcata dell’Aston Villa in Europa League: “Mi sono emozionato moltissimo. Seguo il Villa da quasi tutta la vita, è stato un momento importantissimo per tutti noi tifosi”.

Insomma, un futuro Re che ascolta musica dance, soffre per il calcio, pulisce la marmellata dai sedili dell’auto e, soprattutto, ritrova la sua colonna portante: Kate. La monarchia britannica ha superato i suoi anni più bui, e lo ha fatto riscoprendosi umana. Bentornata, Kate.

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