Usa, pugno di ferro nello Stretto di Hormuz: schierati i cacciatori di Teheran
Ariel Piccini Warschauer.
L’ordine è arrivato direttamente dallo Studio Ovale e il Pentagono non ha perso tempo. Gli Stati Uniti hanno intensificato quella che appare ormai come una vera e propria campagna bellica per riaprire lo Stretto di Hormuz, l’arteria vitale del greggio mondiale trasformata dall’Iran in un campo di battaglia. Per spezzare l’assedio di Teheran, Washington ha schierato i suoi pezzi da novanta: i leggendari A-10 Thunderbolt II, i “Warthog” nati per distruggere i carri armati sovietici, ora riconvertiti a “cacciatori” di motovedette nei mari del Golfo.
L’offensiva dei “Cinghiali”
Il generale Dan Caine è stato categorico: gli A-10 sono entrati in azione lungo il fianco meridionale dell’Iran. Non si tratta di semplici pattugliamenti, ma di missioni search and destroy. “L’A-10 sta dando la caccia e distruggendo le imbarcazioni d’attacco rapido nello Stretto”, ha dichiarato Caine dal Pentagono. Al loro fianco operano gli elicotteri d’attacco AH-64 Apache, specializzati nell’intercettare i droni suicidi — le “zanzare” esplosive di Teheran — che minacciano la navigazione commerciale.
La posta in gioco è altissima. Con lo Stretto bloccato, il prezzo del petrolio è schizzato oltre i 100 dollari al barile, scuotendo le economie occidentali. La risposta americana è un mix di tecnologia e forza bruta: filmati declassificati del CENTCOM mostrano già le esplosioni degli asset navali iraniani colati a picco sotto il fuoco statunitense.
Fuoco sulle coste e l’ombra del blocco
Non solo mare, ma anche terraferma. Martedì scorso, le forze americane hanno impiegato bombe “bunker buster” da 2.300 kg per sventrare i siti missilistici costieri iraniani. Le fiamme sono arrivate fino al porto di Bandar Lengeh, dove fonti locali parlano di 16 mercantili ridotti in cenere da raid congiunti Usa-Israele.
Il piano di Trump: Kharg nel mirino
Mentre i caccia colpiscono, la diplomazia (armata) di Donald Trump valuta la mossa finale. Secondo indiscrezioni, l’amministrazione starebbe pianificando il sequestro o il blocco totale dell’isola di Kharg, inviando sul posto un reparto di Marines e il Seal Team. Si tratta del cuore pulsante dell’economia di Teheran: da qui passa il 90% delle esportazioni di greggio iraniano. Trump, che ha già rivendicato il bombardamento di obiettivi militari sull’isola, è stato chiaro: “In un modo o nell’altro, riapriremo lo Stretto”.
La tensione è alle stelle e il Golfo Persico non è mai stato così vicino a un incendio globale. Washington ha deciso che il tempo delle provocazioni è finito: ora parlano i cannoni degli A-10.





