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Una mostra sulle vignette di Forattini dedicate a Spadolini

Il 14 marzo del 1931 nasceva a Roma Giorgio Forattini, maestro della satira. Lo scrive La Nazione che dedica un articolo al rapporto del vignettista con Firenze. ”La prima vignetta fu quella nel 1974 dopo la vittoria del referendum sul divorzio, disegnai Fanfani come un tappo (era molto basso) che saltava via da una bottiglia con un grande NO sull’etichetta”. Lo raccontava Giorgio Forattini, recentemente scomparso a Milano a 94 anni, il 4 novembre del 2025. Ha messo insieme giorno per giorno un mosaico fatto di 14mila vignette, che hanno graffiato presidenti della Repubblica, Papi, leader e Capi di Stato stranieri, scandito momenti cruciali della vita pubblica, le grandi tragedie, il terrorismo politico, le stragi di mafia, Mani Pulite. Forattini ha avuto un legame speciale anche con un politico simbolo di Firenze, come Giovanni Spadolini.

 “Giorgio Forattini e Giovanni Spadolini erano legati da una sincera, profonda amicizia, – spiega a La Nazione Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia – anche se all’inizio lo statista fiorentino non gradiva gran che l’essere rappresentato come un bambino nudo e grasso, sempre sorridente e pieno di sé. Ben presto aveva capito che quell’immagine affettuosa e positiva – il candore ingenuo di un bimbo – gli assicurava una grande popolarità. Toccante l’estremo saluto di Forattini all’amico appena scomparso, il 5 agosto 1994 su “Repubblica”. Il caricaturista in lacrime getta via la matita, si toglie dal costume un fiore e lo depone sul corpo del suo amato “bersaglio”, sepolto sotto la rena: ricordo il caldo torrido di Roma in quei primi giorni di agosto del ’94”.

“Trascorrono più di vent’anni – ricorda Ceccuti -. Nel dicembre del 2015 pubblichiamo il fascicolo speciale di “Nuova Antologia” – la rivista prediletta di Spadolini, direttore per quarant’anni – e chiedo a Giorgio una testimonianza, alla sua maniera, da pubblicare insieme a quella di tanti altri amici, da Carlo Azeglio Ciampi a Giuliano Amato, da Ferruccio De Bortoli a Sergio Zavoli. L’artista acconsente e mi invia una vignetta da rabbrividire: l’Italia in croce nella mezzaluna lascia cadere a terra il tricolore, su un isolotto preso d’assalto dagli immigrati, fitti come formiche. “È una festa – gli spiego imbarazzato – certo il tuo contributo lo pubblico e te ne sono grato, ma non puoi farmi qualcosa di più personale, di più allegro?” “Certamente” è la risposta. Mi arriva allora il disegno di Spadolini nudo, bambino gioioso, che sale in cielo sventolando il tricolore. Sotto di lui però, sulla Terra, il Palazzo di Montecitorio si sgretola e va a pezzi. Amarezza profetica di Forattini”. 

“Alla Fondazione Spadolini non abbiamo una stanza dedicata ma una raccolta in una vetrina dedicata, con alcuni degli originali che Forattini ha donato alla Fondazione”, spiega Ceccuti, che annuncia: “Dedicheremo al tema della caricatura in autunno una mostra sul “Sorriso di Spadolini”, in cui riporteremo la vita politica di Spadolini attraverso le caricature, principalmente di Forattini ma anche qualcosa di Mosca e Giannelli. Sarà la mostra conclusiva delle mostre sul Centenario della nascita di Spadolini. Alla scomparsa di Giorgio Forattini abbiamo dedicato un articolo sull’ultimo numero di Nuova Antologia, a firma Giorgio Giovannetti”.

Nella foto Cosimo Ceccuti durante l’iniziativa Dialoghi in cerchio alle Giubbe Rosse.

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