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Un altro fronte in America, agente uccide una donna in strada

di Ariel Piccini Warschauer.

Cinque anni dopo il caso George Floyd, Minneapolis ripiomba nell’incubo della violenza delle forze dell’ordine. Questa volta al centro della bufera non è la polizia locale, ma gli agenti federali dell’Ice (l’agenzia antimmigrazione). Un video girato da una passante ha riacceso la miccia della protesta, mostrando l’uccisione di una donna bianca, Renee Nicole Good, colpita a morte mentre si trovava al volante del suo Suv.

Il video della discordia

Le immagini, diventate virali in pochi minuti, durano trenta secondi e sembrano smentire categoricamente la ricostruzione ufficiale. Nel video si vede il Suv della donna bloccare momentaneamente il passaggio a un convoglio dell’Ice impegnato nei raid anti immigrati.

Mentre un mezzo federale riesce a superare l’ostacolo, un secondo veicolo si ferma. Gli agenti scendono e si avvicinano all’auto della donna. Good accenna una breve retromarcia e tenta di allontanarsi a bassa velocità; in quel momento, un terzo agente, posizionato a circa un metro di distanza, esplode tre colpi di pistola direttamente contro di lei. L’auto prosegue la corsa per pochi metri prima di schiantarsi contro un palo.

Lo scontro politico: Trump vs i fatti

Nonostante l’evidenza delle immagini, la Casa Bianca ha immediatamente blindato l’operato degli agenti. Su Truth Social, il Presidente ha definito la vittima una persona “turbolenta” che avrebbe “investito violentemente e brutalmente l’agente”. “A vedere le immagini si fa fatica a credere che l’agente sia ancora vivo”, ha aggiunto Donald Trump. Kristi Noem:, la segretaria alla Sicurezza Interna ha rincarato la dose parlando di “atto di terrorismo interno” e “legittima difesa”.

Tuttavia, osservando il filmato, non appare alcun tentativo della donna di colpire gli agenti, ma solo la manovra per riprendere la marcia e allontanarsi dal blocco.

La città è una polveriera

Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha usato parole durissime in conferenza stampa, rompendo ogni protocollo diplomatico con le autorità federali: 

“Ho visto il video e la tesi dell’autodifesa è una puttanata. L’agente ha sparato in modo sconsiderato. Chiedo all’Ice di lasciare immediatamente la nostra città”. Anche il governatore del Minnesota, Tim Walz, è intervenuto accusando l’amministrazione Trump di utilizzare la tragedia per fini propagandistici, nel tentativo di distogliere l’attenzione dalle tensioni sociali crescenti.

Piazza in rivolta

Mentre i forum conservatori della galassia MAGA difendono l’operato dei “nuovi cowboy” federali, nelle strade di Minneapolis la rabbia è tangibile. Centinaia di persone si sono radunate all’incrocio della 34esima Street, a meno di due chilometri dal luogo dove nel 2020 fu ucciso George Floyd.

Un cordone umano sta occupando l’intersezione, sorvegliato a vista da un massiccio spiegamento di forze di polizia. La città, ferita e divisa, si interroga nuovamente sul limite del potere federale e sulla sicurezza dei propri cittadini davanti ad agenti che molti, sui social, definiscono ormai “al di sopra della legge”.

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