Trump non scherza e Khamenei trema
Ariel Piccini Warschauer.
Il linguaggio è quello del “Deal”, ma i muscoli sono quelli della superpotenza. Donald Trump torna a far tremare i palazzi del potere di Teheran con un avvertimento che non lascia spazio a interpretazioni: “Ali Khamenei dovrebbe essere molto preoccupato“. Il messaggio, lanciato dai microfoni della NBC, arriva nel bel mezzo di un vero e proprio giallo diplomatico che ha tenuto il mondo col fiato sospeso per ore.
La minaccia: “Pronti a colpire ancora”
Non è solo retorica. Il presidente americano ha messo le cose in chiaro: se l’Iran dovesse fare un solo passo verso la ripresa del programma atomico, la risposta sarà immediata e violenta. “Ho sentito che stanno cercando di riprendere il nucleare: se lo faranno, invieremo di nuovo i caccia“, ha tuonato Trump, ricordando che la stabilità della regione passa necessariamente per la neutralizzazione delle ambizioni belliche dell’Ayatollah. Per il Tycoon, la pace in Medio Oriente è un obiettivo che si raggiunge con la forza, non con le concessioni.
Il giallo del vertice
La giornata era iniziata nel segno dell’incertezza. Da fonti israeliane era rimbalzata la notizia di un annullamento del vertice previsto per venerdì a Istanbul. Sembrava la rottura definitiva, con gli americani fermi sulle proprie posizioni e gli iraniani pronti a sfilarsi. Ma in serata è arrivata la mossa di Teheran, che sa di parziale resa diplomatica: il colloquio si farà, ma cambia scenario.
Destinazione Mascate
È stato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a confermare che i negoziatori si vedranno in Oman. “I colloqui nucleari con gli Stati Uniti sono programmati a Mascate per venerdì alle 10 del mattino”, ha annunciato Araghchi, ringraziando i mediatori omaniti per il lavoro logistico.
Lo spostamento della sede suggerisce una ricerca di discrezione e, forse, una maggiore disponibilità iraniana a trattare sotto la minaccia dei raid americani. Trump ha già dimostrato di non aver paura di usare la forza, e il “trasloco” del tavolo negoziale a Mascate appare come il tentativo disperato di Teheran di evitare il peggio.
La dottrina Trump
Mentre i diplomatici preparano i dossier, il comando centrale americano resta in allerta. La strategia della “massima pressione” 2.0 di Trump sta portando l’Iran all’angolo: o un accordo tombale sul nucleare, o il ritorno dei jet a stelle e strisce sopra i cieli di Natanz e Isfahan. Venerdì mattina a Mascate si capirà se Khamenei ha deciso di ascoltare l’avvertimento della Casa Bianca.




