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Tra Gratteri, Cordova e Dagospia spunta il Signor Palomar

Claudio Cordova è il direttore del giornale online calabrese Ildispaccio.it e ha commentato in due puntate l’ormai famosa intervista del procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri sul Referendum Giustizia. Il giornalista ricorda che il magistrato “come ci ha detto mille mila volte nelle sue interviste, non va al cinema da non si sa quanti anni, ha almeno potuto vedere quel capolavoro di serie che risponde al nome di “The Young Pope”. In quella serie, diretta da Paolo Sorrentino, uno straordinario Jude Law, nei panni del Papa Lenny Belardo, nel disquisire su varie tematiche, apostrofa i suoi intolleranti interlocutori dicendo: “Tipica reazione plebea: odiare quando non si comprende”.

Aggiunge: “Le parole pronunciate dal procuratore di Napoli ai microfoni di Lucia Serino del Corriere della Calabria non sono oggettivamente accettabili per chiunque abbia a cuore il pensiero critico. Non interessa qui sostenere né le posizioni del sì, né quelle del no. Che la propaganda resti tra le mani di politici, avvocati e magistrati. Ciò che preoccupa è l’approccio che un rappresentante delle Istituzioni abbia verso chi, evidentemente, la pensa in maniera diversa rispetto a lui. Sostenere che in Calabria voteranno sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere vari equivale ad accoltellare la libertà di pensiero, a frustrare ogni minimo dibattito tuttora esistente in questo Paese. Un approccio un po’ fanatico, come se si pensasse che chi sostiene la libertà di abortire sia un infanticida chi brama una legge su eutanasia e fine vita, un assassino o che auspica riforme in seno alla Chiesa sia l’Anticristo”.

“Più volte, da queste colonne, – aggiunge Cordova – si è data eco all’enorme lavoro di Gratteri e altrettante volte si è criticata la tendenza di intervistarlo e compulsare le sue idee sull’universo mondo. Questo perché i grandi e indiscutibili meriti da magistrato non lo esimono – e non lo esimeranno mai, per chi ha un approccio umanistico al pensiero – dal rispetto delle idee altrui, dall’amore verso la complessità, perché dare risposte facili a problemi complessi sicuramente può far guadagnare applausi. Ma difficilmente spiega e risolve i problemi”.

“Fin qui l’articolo, già scritto, ieri, prima dell’intervista (non propriamente pungente) che Corrado Formigli ha effettuato al procuratore di Napoli nel corso di Piazzapulita, su La7. In quell’occasione, Gratteri ha specificato che non intendeva dire che TUTTI quelli che voteranno sì siano da ascrivere alle pessime categorie indicate. Il procuratore ha sostenuto che le sue dichiarazioni siano state artatamente parcellizzate per attaccarlo. E ha chiarito che voteranno sì anche le persone perbene. Bisogna prenderne atto è chiudere il caso. Un concetto ovvio. Il fatto di doverlo rimarcare, fa capire a che livello sia il dibattito italiano” conclude Cordova. Un altra testata, Dagospia, scrive che Gratteri avrebbe dovuto soltanto dire che la frase pronunciata era, per dirla alla toscana, una bischerata. D’Agostino ha utilizzato un’altra parola. Tra Cordova, Dagospia, Gratteri e tanti che hanno commentato ci viene in soccorso il Signor Palomar. In un prossimo articolo diremo chi è.

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