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Tornano a crescere le riserve finanziarie di famiglie e imprese italiane

Tornano a crescere le riserve finanziarie detenute da famiglie e imprese italiane. Tra ottobre 2024 e ottobre 2025 la liquidità complessiva è salita da 1.988,6 a 2.046,5 miliardi di euro, con un incremento di 57,9 miliardi (+2,9%). Il recupero è trainato soprattutto dai conti correnti, risaliti di 60 miliardi (+4,5%) nell’ultimo anno, e dai pronti contro termine, aumentati di 14,6 miliardi (+16%). In crescita anche i depositi rimborsabili con preavviso (+5,6 miliardi, +1,8%), mentre calano i depositi vincolati, scesi di 22,3 miliardi (-8,6%). È quanto emerge da un report del Centro studi di UNIMPRESA, secondo cui nel medio periodo, il bilancio resta influenzato dalla fiammata dei prezzi che ha colpito l’Italia tra il 2022 e il 2023. Nel triennio dicembre 2022 – ottobre 2025 la liquidità totale è diminuita di 19 miliardi (-0,9%), soprattutto a causa del forte arretramento dei conti correnti, scesi di 78,4 miliardi (-5,4%). Una contrazione attribuibile in buona parte all’inflazione, che nei mesi più critici ha superato il 10%, costringendo famiglie e imprese ad attingere ai risparmi per fronteggiare il rialzo dei prezzi di energia, beni alimentari, servizi e tassi sui mutui. Le famiglie risultano infatti il soggetto più colpito: le loro riserve sono diminuite di 31,9 miliardi (-2,7%) rispetto al 2022, mentre quelle delle imprese mostrano un leggero incremento (+11 miliardi per le aziende, +2,4 miliardi per le imprese familiari). Crescono le disponibilità degli enti previdenziali (+29,5%) e delle onlus (+10,9%), mentre calano fondi d’investimento (-3,2%), assicurazioni (-4,2%) e fondi pensione (-10,3%). A ottobre 2025, la liquidità resta concentrata per il 67,4% sui conti correnti (1.379,7 miliardi), mentre i depositi con preavviso rappresentano il 15,8% (323,2 miliardi), i depositi vincolati l’11,6% (237,5 miliardi) e i pronti contro termine il 5,2% (106 miliardi). Un quadro che conferma la preferenza degli italiani per strumenti immediatamente disponibili, ma anche una graduale ricalibrazione verso forme più remunerative dopo la fase più acuta della crisi inflazionistica.

Tornano a crescere le riserve finanziarie di famiglie e imprese italiane

Alessio, 11 anni, vende i suoi disegni

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