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Tajani si ispira al mitico Balmamion che non vinse tappe al Giro ma una gara in linea decisiva

di Stefano Bisi.

C’è chi lo vorrebbe sostituire alla guida di Forza Italia ma Antonio Tajani, ministro degli esteri, non se la prende e ricorda che la sua azione politica si ispira al campione di ciclismo Franco Balmamion degli anni Sessanta-Settanta che vinse due Giri d’Italia senza vittorie di tappa. “Ecco, l’importante è vincere il giro non le tappe” dice. Ma Tajani dimentica che Balmamion nel 1967 diventò campione italiano vincendo la gara in linea chiamata Giro della Toscana con arrivo a Poggibonsi. Fu per tutti una sorpresa, anche per me, bambino, che facevo il tifo per Balmamion ed ebbi la soddisfazione di vederlo di persona arrivare primo al traguardo con quella maglia della Molteni, l’azienda di salumi che aveva la sede, indovinate un po’, ad Arcore, luogo caro a Silvio Berlusconi.

Balmamion, ricordato da Tajani, è nato nel 1940 a Nole nel Canavese e vinse due giri d’Italia nel ‘62 e ‘63 con la maglia della Carpano. Nel 1966 fu il capitano di una squadra appositamente creata per lui da Sanson, l’azienda dei gelati, con la quale però non ottenne buoni risultati. L’anno successivo passò alla Molteni con la quale diventò campione italiano. Era una corsa in linea. Vinse. Ecco, Tajani impari da Balmamion che è vero che vinse due giri senza conquistare una tappa ma quando servì andò in fuga e vinse la corsa in linea.

Tajani si ispira al mitico Balmamion che non vinse tappe al Giro ma una gara in linea decisiva

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