Suggestioni dalle copertine della Domenica del Corriere
Roberto Pizzi.
Per celebrare l’anniversario dei 150 anni di vita del “Corriere della Sera”, il prestigioso quotidiano italiano, è uscito in questi giorni un supplemento intitolato Le profezie de “La Domenica del Corriere” che regala al lettore i disegni di molte delle copertine del suo supplemento settimanale, illustrate dalle celebri firme dei disegnatori Achille Beltrame e Walter Molino. Come noto il giornale milanese era nato il 5 marzo del 1876 per iniziativa del giornalista napoletano Eugenio Torelli Violler ed aveva un’impostazione moderata, per accattivarsi la borghesia milanese. La sua filiazione settimanale, invece, avrebbe visto uscire il suo primo numero a stampa l’8 gennaio 1899, fortemente voluta da Luigi Albertini, (mitico direttore del grande quotidiano, dal 1900 al 1921).
La prima pagina di questa edizione del 28 gennaio scorso riporta un disegno che raffigura una scena di una New York del futuro, nelle cui strade, per eliminare gli ingorghi del traffico si ricorre alle “singolette”, così definite dal disegnatore: ossia minuscole auto monoposto, che scorrono composte, senza creare ingorghi per le vie New York. Purtroppo l’illusione non ha trovato una praticaapplicazione ed ancora per le nostre strade si procede a fatica fra i rumori e i miasmi dei gas di scarico dei molteplici modelli di autoveicoli, di motoveicoli, o di monopattini a motore. Al problema degli ingorghi stradali e dell’inquinamento avrebbe promesso di provvedere il notoimprenditore miliardario Elon Musk, ex consigliere di Trump, facendo intendere che dopo la Teslasi sarebbe spinto oltre i limiti dei veicoli elettrici, dell’intelligenza artificiale e persino della tecnologia missilistica, realizzando automobili volanti, che avrebbero eliminato il traffico stradale.
Al momento, però, tale visione futuristica non sembra sottrarsi alla sorte di quelle idee “bizzarre” di un noto economista e sociologo italiano del secolo passato, il cui nome era Achille Loria (1857 – 1943), che fu giornalista apprezzato e professore all’università di Torino, dotato di vena letteraria, il quale era animato da un‘ambizione filosofica a comprendere e spiegare le leggi di fondo della storia. Ma forse per la eccessiva sua versatilità, a volte azzardava e scantonava in uscite bizzarre, pur sempre in buona fede (in quanto uomo attento e sensibile alle problematiche sociali). Con un’abbondante produzione di opere ed una brillante capacità di intervento nel campo degli studi economici,si era invece affermato precocemente nella carriera accademica e nel dibattito scientifico ed ideologico dell’età positivistica, acquistando notorietà internazionale.
Ebbe anche uno scambio epistolare con Carlo Marx, conobbe a Londra la figlia Eleonora e si incontrò con il suo collaboratore Friedrich Engel. Urtò però in severe denunce e in aspre avversioni, che incrinarono il suo prestigio di studioso e fra i suo critici figurarono Benedetto Croce e Antonio Gramsci, che inventò una categoria dispregiativa sotto la voce “Lorianismo”, nella quale inseriva lui e quegliintellettuali italiani “non organici” al marxismo. Come detto, Loria, di tanto in tanto usciva dal suo ambito specialistico,con paradossali affermazioni od estrose divagazioni: sosteneva per esempio, laconnessione tra il misticismo e la malattia venerea della sifilide. Oppure connetteva la pronunzia dei vari dialetti locali alle caratteristiche geografiche, in particolare attribuendo il motivo per cui l’ elusione delle consonanti doppie, tipica nel parlare dei veneziani, era dovuta all’effetto dell’umidità dispensata dall’acqua della laguna che “rammolliva” il suono forte della pronuncia.
Trovando dei nessi con il comportamento umano e l’altimetria, suggeriva di curare i criminali portandoli a grandi altezze, per neutralizzarne le pulsioni. L’aviazione poi era il suo “pallino” e in merito fece previsioni per lo più errate sulle conseguenze che avrebbe avuto questo settore, allora agli sperimentali inizi, di cui immaginava un assai più diffuso impiego privato, come poi sarebbe stato dell’automobile. In particolare suggerì la strampalata alternativa di puntare sul mito avveniristico del cielo liberamente percorribile da tutti, anche dagli operai, che in vece di un’automobile utilitaria, un giorno si sarebbero dotati di piccoli aerei sui quali avrebbero cosparso del vischio sulle ali, in modo di catturare uccelli e provvedere tutti di cibo: invenzione da prendere come fantastica metafora di disponibilità di beni elementari per tutti gli uomini, in un paradiso storico-agricolo della terra libera coltivabile, non più cementata dalle strade.
Auguriamo comunque buon lavoro a Elon Musk, che certamente ha già dimostrato capacità di realizzazione concreta delle sue idee, a patto che intenda lavorare per il bene dell’umanità, non solo di se stesso, senza cadere – non tanto nella categoria del “Lorianismo” gramsciano sopra citato – ma in quella dell’Apprendista stregone che evoca il demone senza riuscire più a controllarlo.
Sommessamente – se ci fosse chiesto – suggeriremmo di non esagerare troppo: Sourtout, pas de zéle ( “Soprattutto, niente zelo”) è la famosa massima attribuita al diplomatico francese Talleyrand, che esorta alla moderazione, per evitare eccessi che potrebbero portare a errori o complicazioni. Un passo alla volta, senza cercare la bellezza assoluta,o la perfezione, come oggi si pretende dai mistificatori della realtà che ingrassano sulla sciocca vanità della gente facendo credere che l’haute couture sia uguale all’haute culture (alta moda… alta cultura). La frase “Chi spregia il giorno delle piccole cose?” proviene dal libro del profeta Zaccaria (4:10). Il contesto biblico indica che tale atteggiamento appartiene a chi sottovaluta l’inizio modesto di un’opera di Dio — come la ricostruzione del Tempio da parte di Zorobabele — senza riconoscere che la forza risiede nello Spirito, non nella potenza umana.





