Strage nei cieli d’Iraq: collisione tra tanker Usa, quattro morti
Strage nei cieli d’Iraq: collisione tra tanker Usa, quat
Ariel Piccini Warschauer.
Il bilancio è drammatico e le circostanze, seppur ancora avvolte dal fumo delle esplosioni nel deserto, delineano i contorni di una tragedia che scuote il Pentagono. Quattro soldati americani sono caduti in azione venerdì seranell’Iraq occidentale, vittime di una collisione ad alta quota tra due giganti dei cieli: due aerei da rifornimento KC-135 Stratotanker.
L’incidente durante “Epic Fury”
Secondo quanto confermato dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), il disastro è avvenuto nell’ambito dell’operazione Epic Fury. I due velivoli si sarebbero scontrati nei pressi di Turaibil, lungo il poroso confine tra Iraq e Giordania. Sebbene i radar abbiano tracciato il secondo KC-135 mentre dichiarava l’emergenza e riusciva, con una manovra disperata, a atterrare in sicurezza in Israele, per il primo tanker non c’è stato scampo.
Il Pentagono mantiene il massimo riserbo sulle identità delle vittime, mentre le squadre di ricerca e soccorso setacciano l’area alla ricerca di altri due membri dell’equipaggio: a bordo del velivolo precipitato c’erano infatti sei militari.
Il giallo della rivendicazione
Nonostante il CENTCOM abbia assicurato che l’incidente sia avvenuto in «spazio aereo amico» e non sia attribuibile a fuoco ostile, la propaganda del terrore non ha tardato a farsi sentire. La Resistenza Islamica in Iraq, la galassia di milizie sciite sostenute da Teheran, ha rivendicato l’abbattimento del tanker, dichiarando di aver agito «in difesa della sovranità del Paese». Una versione che, al momento, i vertici americani bollano come mera opportunità politica dei nemici di sempre, ma che alza ulteriormente la tensione in un quadrante già incandescente.
Settimana nera per i cieli alleati
Il disastro di venerdì aggrava un bilancio già pesantissimo per l’aviazione statunitense. Questa è infatti la quarta perdita di un velivolo nell’ambito di Epic Fury. Solo una settimana fa, un clamoroso errore della difesa aerea del Kuwait ha portato all’abbattimento accidentale di tre caccia F-15 americani. In quel caso, fortunatamente, i sei piloti erano riusciti a lanciarsi, venendo recuperati incolumi.
Ora, però, il sangue dei soldati americani torna a bagnare la sabbia irachena. Mentre l’inchiesta ufficiale cercherà di stabilire se si sia trattato di un tragico errore umano o di un guasto tecnico, resta il dato politico: la missione degli Stati Uniti in Medio Oriente continua a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane.





