Spagna, l’incubo sui binari non finisce: altri due incidenti in Catalogna
di Ariel Piccini Warschauer.
Non c’è pace per la Spagna. Mentre il Paese osserva i tre giorni di lutto nazionale per la terribile strage ferroviaria di Adamuz, il destino torna a colpire i binari iberici. In meno di ventiquattr’ore, due nuovi incidenti hanno sconvolto la Catalogna, portando nuovamente alla ribalta la fragilità di una rete che, fino a pochi giorni fa, era considerata un fiore all’occhiello europeo.
La tragedia di Barcellona: muro crolla sul convoglio
Il dramma più grave si è consumato sulla linea R4 delle ferrovie regionali catalane (Rodalies). Un treno, in transito tra Gelida e Sant Sadurní d’Anoia, a pochi chilometri da Barcellona, si è schiantato contro un muro di contenimento improvvisamente franato sulla sede ferroviaria. L’impatto è stato fatale: il macchinista del convoglio è morto sul colpo.
Secondo le prime informazioni fornite dalla Protezione Civile della Generalitat, il bilancio è pesante: almeno 15 feriti, di cui tre versano in condizioni critiche. Il crollo del muro sarebbe stato innescato dalle piogge torrenziali che hanno flagellato la regione nelle ultime ore, trasformando un terrapieno in una trappola di fango e detriti. Sul posto sono intervenute undici squadre dei vigili del fuoco e quindici ambulanze, in uno scenario di lamiere contorte che ricorda sinistramente quanto accaduto solo 48 ore prima nel sud del Paese.
Secondo deragliamento nella notte
Come se non bastasse, un secondo incidente si è verificato martedì sera sulla linea R1, tra Maçanet Massanes e Tordera. Un altro treno è deragliato dopo aver impattato contro una roccia finita sui binari a causa di un temporale. Fortunatamente, in questo caso, la bassa velocità e il numero ridotto di passeggeri (solo dieci a bordo) hanno evitato una strage: non si registrano feriti, ma la paura tra i presenti è stata enorme.
La strage di Adamuz: si indaga sui “giunti rotti”
Questi nuovi episodi gettano un’ombra ancora più cupa sul disastro di domenica scorsa in Andalusia, dove il bilancio è salito a 41 morti. Ad Adamuz (Cordova), lo scontro tra un treno dell’operatore privato Iryo (parte del gruppo Ferrovie dello Stato italiane) e un convoglio Renfe ha causato un massacro.
Il premier Pedro Sanchez, in visita sul luogo della tragedia, ha promesso “trasparenza assoluta”, ma gli investigatori si trovano di fronte a un rompicapo: il tratto era rettilineo, i treni rispettavano i limiti e il materiale rotabile era nuovo. L’attenzione degli inquirenti si è ora spostata su un giunto rotto trovato sui binari, un possibile cedimento strutturale della linea che era stata rinnovata solo pochi mesi fa.
Un Paese in lutto e in ansia
Mentre le bandiere restano a mezz’asta per onorare le vittime dell’Andalusia, la Spagna si interroga sulla sicurezza dei propri trasporti. Con oltre 3.000 chilometri di alta velocità, la rete spagnola è la più vasta d’Europa, ma la sequenza di incidenti degli ultimi giorni solleva interrogativi inquietanti sulla manutenzione e sulla tenuta delle infrastrutture di fronte a eventi atmosferici estremi.
“È un giorno di dolore per tutta la Spagna”, ha ribadito Sanchez. Ma dopo tre incidenti in tre giorni, al dolore si sta rapidamente sostituendo la rabbia di chi chiede come sia possibile che i treni continuino a deragliare.






