Sicurezza nelle città, azioni da fare senza distinzione di colore politico
Carlo Valentini su Italia Oggi chiede che la battaglia per la sicurezza non abbia distinzione di colore politico. Scrive: “È in corso a Bologna una raccolta fondi per commemorare il capotreno ucciso a coltellate nei pressi della stazione. Per il delitto è stato arrestato un 36enne croato assai noto alle forze dell’ordine poiché ripetutamente aveva creato problemi anche all’interno delle stazioni ferroviarie e più volte era stato denunciato per molestie e porto di armi da taglio. Aveva ricevuto due provvedimenti di espulsione. Nonostante tutto ciò, continuava tranquillamente ad agire indisturbato, fino all’epilogo fin troppo prevedibile dell’aggressione, senza per altro alcun movente, che purtroppo si è rivelata mortale per un capotreno che stava rientrando dal lavoro. Quasi contemporaneamente, a Milano, una 19enne è stata violentata e uccisa da un peruviano che aveva già al suo attivo una lunga ‘carriera’: rapine in metropolitana, violenze, perfino una denuncia per violenza sessuale su colei che poi è stata uccisa e lui ora è accusato di omicidio. In questi giorni è annunciato dal governo un nuovo provvedimento sulla sicurezza, uno dei tanti illustrati a uso dei telegiornali (e varati con grande battage), il cui nocciolo è l’aumento delle pene. Peccato che poi esse si dimostrino inapplicabili e soprattutto che si sia instaurata l’impunità, nei fatti, per la microcriminalità, che proprio da questa impunità trova alimento per andare oltre: dall’offensivo comportamento dentro a una stazione al coltello che uccide un capotreno, dai furti sul metro alla violenza sessuale e all’omicidio. Non servono roboanti messaggi politici da flagelli di Dio bensì mettere le forze dell’ordine in grado di combattere (anche) la microcriminalità togliendo l’impunità a cominciare dai borseggi e da chi gira coi coltelli in tasca, assicurando che le pene vengano scontate, rimpatriando chi è soggetto a provvedimento di espulsione per avere commesso reati. Destra e sinistra potrebbero ritrovarsi nel rispondere al bisogno di sicurezza. Non è più tempo di gareggiare a chi urla di più o a chi è più tollerante, occorrono regole certe che vanno fatte rispettare. Per porre fine a questa scia di vittime innocenti”.






