Si è dimesso dalla Pam il cassiere licenziato e reintegrato dal giudice
Fabio Giomi non tornerà a lavorare per la Pam. Nonostante la vittoria della causa davanti al giudice del lavoro di Siena, che ha ordinato il reintegro reputando il licenziamento da lui subito come illegittimo e discriminatorio, il cassiere 62enne di Poggibonsi, in provincia di Siena, ha scelto di chiudere la sua esperienza lavorativa con l’azienda della grande distribuzione. Giomi, assistito dall’avvocato Andrea Stramaccia, ha deciso di avvalersi delle possibilità, data dall’articolo 18, di uscire dal rapporto di lavoro, dal momento che è stato vittima di un allontanamento giudicato dalla giustizia civile come discriminatorio: riceverà 15 mensilità, che si sommano alle 5 che Pam dovrà già riconoscere come risarcimento per il licenziamento, messo in atto dopo aver sottoposto il 62enne all’ormai famigerato “test del carrello”, nel corso del quale un ispettore inviato da Pam – fingendosi un cliente che faceva la spesa – ha occultato dei cosmetici nel cartone della birra per saggiare la prontezza dei riflessi contro i taccheggi durante le operazioni alla cassa. La notizia è stata pubblicata dal Corriere di Siena. Pare che non fossero buoni i rapporti con i colleghi di lavoro e la solidarietà sarebbe venuta più dall’esterno che da chi gli doveva stare più vicino. Da qui la scelta di lasciare la catena dei supermercati. Nella foto è con l’arcivescovo Augusto Lojudice.






