Se Putin sarà il vincitore di questa guerra in Iran
“Sarà Vladimir Putin a uscire vincitore da questa guerra in Iran?” E’ la domanda che Paolo Gentiloni solleva su La Repubblica. “Dopo tre settimane”, scrive Gentiloni, “lo shock energetico minaccia una crisi economica globale e il conflitto ha destabilizzato i paesi del Golfo e ha esasperato le divisioni tra gli Stati uniti e i loro alleati. Ma tra gli effetti collaterali ha anche generato una spinta favorevole per l’economia russa e una minore attenzione internazionale all’urgenza della guerra in Ucraina. Per Mosca, questa boccata d’ossigeno arriva in uno dei momenti più difficili della sua lunga guerra, soprattutto perché sono venuti meno i due obiettivi che il Cremlino si era posto nei mesi scorsi: conquistare nuovi territori nelle porzioni del Donbass sotto controllo ucraino e fiaccare la resistenza della popolazione attraverso la sistematica distruzione degli impianti energetici. Gli ucraini al freddo e al buio, questo era il piano, avrebbero finalmente messo in forse la volontà di resistere e la leadership di Zelensky. Ora, con l’arrivo della primavera, è evidente che entrambi quegli obiettivi sono falliti. Fino a che punto la guerra in corso in Medio Oriente può adesso cambiare i rapporti di forza in Ucraina? In un mondo in cui oltre alle economie anche le guerre sono interconnesse, i vantaggi per la Russia sono evidenti. La sua economia negli ultimi quattro anni si è convertita in un’economia di guerra. Industria, occupazione, spesa pubblica, tutto ruota attorno alla Difesa. Ma i limiti di questo “keynesismo militare” sono ormai venuti alla luce e l’economia russa, secondo le proiezioni del Fmi, era attesa a un 2026 di stagnazione, alta inflazione, alti tassi di interesse. Il quadro può cambiare, tuttavia, ora che si rafforza la principale fonte di entrate, gli introiti dall’esportazione di gas e petrolio. E questi introiti stanno aumentando eccome: il petrolio da 60 a 110 dollari al barile, il gas raddoppiato, portano alcuni miliardi in più nelle casse di Mosca. A questo si aggiunge il via libera americano agli acquisti di petrolio russo di paesi terzi, l’India soprattutto, fin qui minacciati di sanzioni secondarie e che continuavano a comprare soltanto a condizione di forti sconti”.





