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Se Delfin esce dal Monte dei Paschi potrebbe aprire la strada a Unicredit

Da qualche tempo la comunità finanziaria scruta l’irrequietezza degli eredi di Leonardo Del Vecchio in Delfin e la crescente insofferenza verso il protagonismo bancario del Ceo Francesco Milleri che rischia di penalizzare EssilorLuxottica. Lo scrive il direttore di Firstonline Franco Locatelli. E’ per questo, ma non solo per questo, che si moltiplicano le voci sulla possibilità che Delfin si convinca a cedere la sua partecipazione del 17,5% nel Monte dei Paschi e che Unicredit possa diventarne l’acquirente favorito, con l’occhio anche agli effetti su Mediobanca e sulle Generali. Naturalmente, anche in questo caso, è inutile cercare conferme ufficiali.

Però non si può non considerare che, oltre a tranquillizzare e a distribuire una ricca plusvalenza agli scalpitanti eredi di Del Vecchio, la cessione della quota di Delfin in Mps avrebbe anche il senso di contrastare le ipotesi di concerto Caltagirone-Milleri avanzate dalla Procura di Milano nella sua ben nota indagine sui promotori della scalata del Monte a Mediobanca. L’uscita di Delfin da Mps aprirebbe scenari intriganti e bisognerebbe capire se Orcel, una volta divenuto primo azionista del Monte, cerchi di intendersi con Caltagirone e con il Governo, che – non dimentichiamolo – resta azionista della banca senese o intenda risolvere sul mercato il futuro di Mps senza escludere la possibilità di un’Opa che avrebbe effetti non solo su Mediobanca (che è già del Monte) ma anche sugli assetti delle Generali. E’ l’analisi di Locatelli.

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