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Se anche un onorevole ridicolizza un giovane per il suo aspetto fisico vuol dire che siamo messi male

Luigi Marattin, capo del Partito liberaldemocratico, sui social ha ridicolizzato il giovane cantautore lucano Antonio Esposito per il suo aspetto fisico. Lo stesso gli ha ricordato che “un parlamentare dovrebbe essere un esempio, un modello di riferimento, una guida e un argine contro l’odio, non il suo principale alimentatore. E l’episodio spiacevole di ieri è stata un’offesa non solo per me, ma anche per la memoria di chi non ha retto l’urto di simili violenze verbali, e soprattutto per le famiglie che piangono figli spinti al limite da parole usate come coltelli. (…) Io sono fiero della storia che il mio volto racconta, sebbene non abbia ancora il coraggio di privarmi di un “ciuffo deterrente”, ma prima o poi “ci darò un taglio: una storia di resilienza, di ostinazione, di determinazione e di coraggio anche andando contro le diagnosi più infauste. Una storia scritta con i solchi e i segni delle mie sofferenze, dei giorni e dei mesi interminabili trascorsi in ospedale, sapendo che ciò che stavo sostenendo fosse più grande persino delle spalle sulle quali il bambino e il ragazzo che ero portava quel peso, mentre chiedevo solo di vivere una “vita” normale”.

Quando Marattin ha capito che cosa aveva combinato ha tentato di rimediare: “Urca, ho fatto un errore!”. Oggi un utente social mi ha insultato e io ho risposto scherzosamente definendolo “brutto”. Vengo a sapere solo ora che Antonio ha un problema pregresso e che non ha scelto. Cosa che non potevo sapere, neanche guardando la foto del profilo. Le mie scuse ad Antonio, di cuore. Quando passo in Basilicata ti offro una birra! Ps. Certo tutto sarebbe più facile se sui social si imparasse a criticare senza insultare. Ma questa è un’altra vicenda”.

Il giovane materano ha riposto: “Vede, Onorevole, il punto non è la mia condizione fisica, che sia essa un dono della natura o un segno del destino. Il punto è che un rappresentante delle Istituzioni non dovrebbe mai usare l’aspetto di un cittadino (qualunque esso sia) come arma di derisione. Se avesse insultato un uomo “bellissimo”, il gesto sarebbe stato parimenti indecoroso. La dignità di una persona non dipende dalla sua estetica, ma la dignità di un politico dipende interamente dal suo decoro, dal suo agire, e dal suo linguaggio”. Quando si dice che non basta mettere un on. davanti a un nome e cognome per essere onorevoli. Forse questa esperienza insegnerà a Marattin che prima di aprire bocca o scrivere sui social è meglio contare fino a tre.

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